Pranoterapia: funziona anche sugli animali?

Pranoterapia: funziona anche sugli animali?

Brescia, 3 novembre 2013
PRANOTERAPIA “L’ENERGIA DELLA VITA”
Mirella ha scoperto di avere un’energia insolita nelle mani e vorrebbe approfondire, farne una professione, per essere di aiuto a chi ne ha bisogno.

Anche gli animali possono guarire con la pranoterapia?
Sembrerebbe di sì, un’impiegata bresciana ci assicura che il gatto di sua madre, “Leo”,  era stato diagnosticato “inguaribile” dai veterinari; una notevole massa scura gli stava
segnando il destino; dimagrito, emaciato ed un po’ claudicante, “Leo”, è redivivo ed in via di guarigione.

Mirella, ci racconti cosa è successo?
Ad aprile di quest’anno il gatto di mia madre, con noi da 15 anni, perse nel giro di 2 mesi circa 5 kg e ne pesava 9. A fatica si scaricava, urinava di rado e non  aveva più quella
voglia di giocare che lo contraddistingueva fino a qualche mese prima. Il veterinario era stato chiaro, nonostante le assidue cure, non dovevamo aspettarci miglioramenti anzi era meglio
prepararsi al peggio. Dalle lastre risultava che una massa non ben definita sotto la pancia, gli aveva spostato tutti gli organi verso la spina dorsale. Lui continuava a dimagrire ed essere
triste. Che fare? Mi è venuta in mente “l’energia”. Ma come fare su di un animale? Beh, il ns gatto non è un animale è uno di “noi” quindi ho operato come sempre.
Applicazioni di “energia” per una settimana circa ma non saprei dire la durata in quanto ho capito dai suoi graffi che è difficile trattare un felino. Sta di fatto che dopo circa 5 gg
dalla fine delle applicazioni ha ripreso tutte le sue funzioni, a prendere qualche chilo ed a saltare da un mobile all’altro.
Ho letto che gli animali, essendo tali, sono più ricettivi nell’assorbire energia in quanto inconsapevoli.
Ora sembra il gatto di un anno fa, vispo, con appetito, in buona salute e coccolone.
Non so se il merito sia effettivamente mio ma mi piace pensarlo in quanto vedo la gioia di mia madre quando in poltrona gli dorme sulle gambe e lei con lo sguardo mi dice grazie.

Quand’è che ti sei accorta che dalle tue mani può uscire questo “fluido” che guarisce?
Tutto cominciò in una calda serata estiva quando all’incirca avevo 16 anni. Con la mia famiglia mi recai a cena a casa di persone conosciute quell’estate. Lui pizzaiolo famoso nella
località marittima e lei pranoterapeuta a tempo pieno. Ad un tratto la donna guardandomi mi disse: ” Eva, se hai bisogno dei servizi ti accompagno”. Che domanda insolita ad una adolescente
pensai! Io Le risposi no, ma lei insisteva ed io mi chiedevo, ma come fa a sapere che ho bisogno dei servizi? Nonostante il mio continuo negare, lei si  avvicinò per accompagnarmi in
bagno. Nel momento in cui mi prese la mano, da parte di entrambe ci fu un repentino scatto di allontanamento: le nostre mani nell’incontrarsi produssero una forte scossa. Da quel momento
l’argomento della serata era la mia “energia”.
Passata l’estate ripresi la scuola ed il pensiero di “quell’energia” mi passò dalla mente fino a quando, qualche anno più tardi, un mio familiare accusava continui dolori addominali
senza saperne la causa. Decisi allora di trattare il suo addome con qualche applicazione di questa “energia”. Ne bastarono poche, 5 o 6 una volta al giorno della durata di una decina di minuti.
Beh, il dolore gli passò. Dopo questo episodio decisi di recarmi in un istituto per misurare la mia “energia” ed i risultati furono molto positivi. Mi parlarono anche dei rischi a cui
potevo essere soggetta nel caso in cui, finita un’applicazione, non mi fossi ossigenata correttamente ovvero, liberata dalle negatività che avevo assorbito. Tecnica lunga e faticosa ma che
assolutamente andava eseguita, ogni volta abbinata a lunghe passeggiate nei boschi. La cosa mi preoccupò non poco per un certo periodo.
Passato il pensiero la mia vita trascorreva tranquilla tra famiglia, fidanzato ed amici. Anni più tardi una cara amica era bloccata a letto per una forte sciatica che nemmeno con cure
massicce sembrava passare. Mi chiese di farle qualche applicazione ed anche in questo caso, dopo pochi giorni camminava spedita per le vie del centro. Gli anni passarono finché non mi
capitò quest’avventura con il gatto di mia madre in cui ho potuto avere riscontri medici e clinici.

Cos’è che ti “blocca” nell’imposizione delle mani su persone che conosci od altri esseri umani che ne avessero bisogno?
Mi chiedi se aiuterei altri animali e persone? Me la sono posta diverse volte questa domanda ma due motivi mi bloccano. Il primo, importante, la paura di assorbire patologie e negatività,
il secondo la coscienza che tale energia non è da tutti ben vista, poichè non è scientificamente riconosciuta anche se utilizzata in diversi ospedali, soprattutto all’estero.
Non ho nessuna intenzione di essere additata come “Maga” o peggio e sinceramente, da sola, senza supporto di strutture in cui vi siano medici preparati od altri ricercatori che possano seguire
gli sviluppi di eventuali somministrazioni d’energia sulle patologie sofferte dai soggetti trattati, proprio non me la sento.
Questi fatti tuttavia dovrebbero far riflettere circa l’esistenza di queste energie e capacità di alcune persone.

Ringraziamo Mirella e le auguriamo di  poter trovare qualcuno capace che la aiuti seriamente ad utilizzare le sue potenziali capacità di guarigione.

Per eventuali richieste di contatto, si prega di utilizzare il servizio: commenti.

Redazione Newsfood.com

Leggi Anche
Commenti ( 3 )
  1. Manuela
    30 Maggio 2016 at 12:52 am

    Interessante la storia di Mirella,
    Io faccio fare la pranoterapia al mio Gatto da 5 anni per una Cardiomiopatia ipertrofica.
    Io vivo a Bologna, è possibile sapere se Mirella abita nelle vicinanze?
    M

  2. Manuela
    17 Ottobre 2017 at 11:15 pm

    Salve, ho lasciato un messaggio nel Maggio 2016 senza ricevere risposta. È possibile avere un contatto di Mirella?..eventualmente la mia email è: xxxxx@alice.it
    É molto importante per me!!!

  3. Giuseppe porrati
    27 Marzo 2018 at 1:48 pm

    Sarei interessato a provare sulla mia cagnolina lea non so più cosa fare la diagnosi è neoplasia eritrocitaria il midollo lavora male e produce piccoli globuli rossi è grave mente anemica

Scrivi un commento