Potocnik chiede alla Bosnia-Erzegovina l'attuazione di politiche in materia di ricerca

Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca, ha chiesto direttamente ai membri dell’Accademia delle scienze e delle arti della Bosnia-Erzegovina di assistere il governo
nella riforma della ricerca e dell’istruzione.

In particolare, il commissario ha chiesto all’Accademia di aiutare il governo a redigere una tabella di marcia che individui le componenti chiave della ricostruzione del potenziale scientifico
del paese, e di contribuire a formare una nuova generazione di scienziati. Il commissario ha inoltre raccomandato al governo le materie su cui incentrare le risorse disponibili.

Ma Potocnik non è arrivato a Sarajevo a mani vuote: il commissario ha anche promesso il suo sostegno per l’adesione della Bosnia-Erzegovina all’UE e ha proposto al paese l’associazione
formale al Settimo programma quadro (7°PQ).

«Comprendo la situazione che state affrontando in questo paese per quanto riguarda la scienza, l’istruzione e l’innovazione», ha dichiarato il commissario, indicando come problema
principale la mancanza di infrastrutture di ricerca, di finanziamenti per gli investimenti, di personale di ricerca e di una solida governance per la ricerca e l’istruzione superiore. Inoltre,
ed è questo l’aspetto più importante, non esiste ancora una strategia di livello statale per la ricerca e lo sviluppo (R&S) che si occupi di questi problemi.

Potocnik ha paragonato le sfide affrontate dalla Bosnia-Erzegovina a quelle dell’UE, pur riconoscendone la maggiore complessità in Bosnia-Erzegovina. Ha illustrato ai presenti come ha
agito l’UE per far fronte ai propri problemi, e ha ipotizzato che questi interventi potrebbero essere imitati. Tra le attività figurano trattenere i ricercatori grazie a carriere
attraenti e garantire mobilità, incoraggiare la creazione di reti europee di eccellenza, sostenere il raggruppamento di risorse e la formazione di partenariati fra scienziati e
imprenditori.

Il commissario ha sottolineato l’importanza cruciale degli investimenti nelle infrastrutture di ricerca. Data la mancanza di disponibilità di finanziamenti in Bosnia-Erzegovina, ha
raccomandato di incentrarsi su settori industriali importanti quali le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), la salute, l’ambiente, l’energia e l’agricoltura.

L’obiettivo di investire il 3% del PIL nella R&S potrebbe rimanere irraggiungibile per qualche tempo in Bosnia-Erzegovina, ma fissare un esplicito obiettivo risulterebbe utile, ha fatto
presente Potocnik.

Il commissario ha assicurato agli scienziati del paese che non sono soli. Ha affermato che vorrebbe che la Bosnia-Erzegovina aderisse all’UE e che un importante passo in questa direzione
è l’integrazione nello Spazio europeo della ricerca (SER). «A tal fine, offrirò al vostro governo la possibilità che Ia Bosnia-Erzegovina sia associata formalmente al
Settimo programma quadro», ha dichiarato.

La partecipazione al 7°PQ ha un costo, ma se la Bosnia-Erzegovina fosse un candidato ufficiale, potrebbe avvalersi dei finanziamenti disponibili a titolo dello strumento di preadesione per
controbilanciare questi costi.

«So che avete bisogno di molto più, quindi tornerò a Bruxelles e vedrò come posso intervenire», ha promesso il commissario.

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