Politiche europee: presentati 10 emendamenti alla Comunitaria 2007

By Redazione

Il Ministero per le Politiche europee, ha presentato oggi alle Camere 10 emendamenti al ddl Comunitaria 2007 proposti dai ministri competenti per settore (3 Dipartimento Politiche Europee, 2
del Ministero della Salute, 1 del Ministero del Commercio internazionale, 1 del Ministero dello Sviluppo economico, 1 del Ministero dell’economia e delle finanze, 1 del Ministero delle
Infrastrutture e 1 del Ministero della Giustizia).

In particolare, 2 emendamenti proposti dal dipartimento Politiche Comunitarie sono volti a sanare una procedura di infrazione in materia di proroga delle convenzioni per le concessioni di
agevolazioni alle imprese artigiane e a completare il recepimento della direttiva in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, facendo riferimento anche ai nuovi paesi Ue
(Romania e Bulgaria). Di particolare rilevanza, si segnala l’emendamento che conferisce al Governo la delega per l’attuazione di direttive di recente pubblicazione per accelerare l’iter di
recepimento della normativa Ue nell’ordinamento italiano.

L’emendamento presentato dal Ministero per le Infrastrutture riguarda la modifica dell’art.2, comma 82, della legge 286/06 in materia di concessioni autostradali e riflette puntualmente quanto
richiesto dalla Commissione europea, in particolare dal Commissario Charlie McCreevy, al fine di eliminare ogni ambiguità interpretativa in merito alle disposizioni sui contratti di
concessioni esistenti, contribuendo così alla chiusura della procedura di infrazione aperta contro l’Italia dalla DG Mercato Interno.

«Ci auguriamo che il ddl Comunitaria prosegua speditamente il suo iter», commenta il Ministro per le Politiche Europee Emma Bonino. «Una rapida approvazione di un
provvedimento in discussione oramai da un anno consentirebbe al nostro paese non soltanto di tenersi al passo con la normativa europea, evitando inutili e penalizzanti ritardi nel recepimento
della normativa comunitaria, ma anche di contribuire a risolvere alcune procedure d’ infrazioni oggi aperte contro l’Italia».

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