Più vigneti, meno aziende: il paradosso del Veneto del vino

Più vigneti, meno aziende: il paradosso del Veneto del vino

Aumenta il terreno coltivato a viti, ma diminuiscono le aziende vitivinicole.

Questo il paradosso del Veneto del vino, elaborato da Veneto agricoltura basandosi sulla vendemmia 2011. Di base, i risultati sono in linea con il passato: 11,2 milioni di quintali di uva, con
8,2 milioni di ettolitri di vino.

Unendo tale uva autoctona con l’uva importata, il Vento raggiunge quota 9,5 milioni di ettolitri di vino, tra cui il 41,8% DOC e 41,1% IGP. In seguito, gli esperti hanno condotto analisi ad
ampio raggio dal febbraio 2008 a quello dell’anno attuale. Salta subito all’occhio la crescita della superficie a vigneto e la contrazione del numero delle aziende. La prima è aumentata
così del 4,3% (da 71.361 a 74.398 ettari), con Treviso (+9,3%), Verona e Vicenza ( +3,8% e +3,6%, rispettivamente) sugli scudi per crescita.

Invece, mentre il secondo crolla da 42.150 a 36.779, con un -12,7%. Discese più evidenti nelle province di Rovigo, Venezia e Padova (-20%), mentre Verona ha limitato i danni (-4,6%): in
mezzo, Treviso (-9,7%) e Vicenza (-11,3%).

Infine, uno sguardo all’aspetto commerciale. Nel 2011, il vino veneto ha risposto alla crisi del 2009, dando seguito ai segnali positivi del 2011: in pratica, l prezzo medio delle uve
registrato presso le borse merci del Veneto e’ aumentato del 27%, mentre secondo le rilevazioni Ismea il prezzo medio all’origine dei vini bianchi Doc-Docg al mercato di Treviso è salito
su base annua del 28,7% e quello dei vini rossi Doc-Docg sulla piazza di Verona del 31,9%. Per chiudere, sono in aumento anche le esportazioni di vino italiano, delle quali il Veneto detiene la
“quota di maggioranza” del 29,6%.

Matteo Clerici

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