Più forte della crisi, il gorgonzola forte in Italia ed all’estero
21 Novembre 2012
Odore forte, ma odore di successo. Meno coccolato di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, il gorgonzola è comunque un fuoriclasse della gastronomia italiana, spesso imitato ed apprezzato,
anche (sopratutto) confine.
Momento per tirare le somme, il recente Apertamente, evento promosso da Federalimentare e Miur.
Tra i protagonisti, Marco e Chiara Gelmini, il cui gorgonzola cinque stelle raccoglie successi ma scatena perplessità, vuoi per il cognome dei produttori, vuoi per il marchio, coi
rimandi alla politica.
Battute a parte, sono stati i fratelli Gelmini a presentare lo stato del formaggio.
In base ai dati di settore, nonostante la crisi, dal 2008 ad oggi i consumi sono cresciuti, un costante +0,5%, sia in Italia che all’estero.
In patri, il gorgonzola mantiene un giro d’affari di 500 milioni di Euro, con una produzione di oltre 4 milioni di forme e 500.000 quintali nel solo 2011.
Oltre la frontiera, il formaggio mostra una crescita nell’export, +12%, con Francia, Svizzera e Gran Bretagna come mercati principali. Proprio Albione è patria di una curiosa leggenda:
durante la Seconda Guerra Mondiale, ai bombardieri di Sua Maestà fu espressamente ordinato di non colpire la città di Gorgonzola. A voler, Sir Wiston Churchill, desideroso di non
danneggiare i luoghi di produzione del suo formaggio preferito.
Matteo Clerici






