Più forte della crisi, il gorgonzola forte in Italia ed all’estero

Più forte della crisi, il gorgonzola forte in Italia ed all’estero

By Redazione

Odore forte, ma odore di successo. Meno coccolato di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, il gorgonzola è comunque un fuoriclasse della gastronomia italiana, spesso imitato ed apprezzato,
anche (sopratutto) confine.

Momento per tirare le somme, il recente Apertamente, evento promosso da Federalimentare e Miur.

Tra i protagonisti, Marco e Chiara Gelmini, il cui gorgonzola cinque stelle raccoglie successi ma scatena perplessità, vuoi per il cognome dei produttori, vuoi per il marchio, coi
rimandi alla politica.

Battute a parte, sono stati i fratelli Gelmini a presentare lo stato del formaggio.

In base ai dati di settore, nonostante la crisi, dal 2008 ad oggi i consumi sono cresciuti, un costante +0,5%, sia in Italia che all’estero.

In patri, il gorgonzola mantiene un giro d’affari di 500 milioni di Euro, con una produzione di oltre 4 milioni di forme e 500.000 quintali nel solo 2011.

Oltre la frontiera, il formaggio mostra una crescita nell’export, +12%, con Francia, Svizzera e Gran Bretagna come mercati principali. Proprio Albione è patria di una curiosa leggenda:
durante la Seconda Guerra Mondiale, ai bombardieri di Sua Maestà fu espressamente ordinato di non colpire la città di Gorgonzola. A voler, Sir Wiston Churchill, desideroso di non
danneggiare i luoghi di produzione del suo formaggio preferito.

Matteo Clerici

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