Pisoni, con il nuovissimo Pinot Bianco Millesimato si brinda al sesto Trentodoc

Pisoni, con il nuovissimo Pinot Bianco Millesimato si brinda al sesto Trentodoc

Le novità della cantina Pisoni sembrano caratterizzare questo 2021 nel corso del quale i nuovi progetti si susseguono uno dopo l’altro, ed ora è la volta della sesta “bollicina di montagna”, il nuovissimo Pinot Bianco Millesimato TrentoDoc di cui saranno disponibili solo 4000 bottiglie.

 

Per il nostro sesto TrentoDoc abbiamo deciso di puntare sulla purezza del nobile vitigno Pinot Bianco. Il nuovo prodotto infatti è il risultato della vinificazione di Pinot Bianco, unica varietà impiegata al 100%, da uve che abbiamo personalmente selezionato con estrema cura in vigneti trentini di media altitudine sulle colline trentine.

Il nostro obiettivo era quello di valorizzare ed esaltare le caratteristiche varietali del Pinot Bianco ed è stata una bella sfida. Oggi, possiamo dire di essere molto soddisfatti perché il prodotto è raffinato, elegante” afferma l’enologo Andrea Pisoni.

 

La famiglia Pisoni è tra i fondatori dell’Istituto Trentodoc che nasce nel 1984 per tutelare, attraverso la creazione di un disciplinare, lo spumante metodo classico trentino. La loro ormai quarantennale esperienza si esprime attraverso una gamma di pluripremiati e apprezzatissimi spumanti che, ora, si arricchisce del Pisoni Pinot Bianco Millesimato Trento Doc a 4 anni dalla presentazione dell’ultimo Trentodoc, il Blanc de Noir.

 

La produzione del Pisoni Pinot Bianco Millesimato Trentodoc risponde ai criteri della produzione del metodo classico trentino. Dal 2018, annata di produzione, il nuovo Pinot Bianco Trentodoc ha riposato per un periodo di maturazione di 27 mesi sino alla fase della sboccatura avvenuta ad agosto 2021.

Le bottiglie di Pinot Bianco Millesimato Trentodoc sono state ricoverate nell’ambiente naturale ricavato nella grotta scavata nella roccia, un tempo rifugio antiaereo della famiglia Pisoni, ad una temperatura costante, tra i 12° e i 14°.

Il remuage del Pinot Bianco Millesimato Trentodoc viene eseguito completamente a mano e prevede la rotazione delle bottiglie, posizionate a rovescio sulle pupitres per un periodo di 22-24 giorni.

 

L’esecuzione di un remuage preciso in Pisoni avviene con quattro fasi di rotazione della bottiglia, la prima è una rotazione in ottavi, la seconda una rotazione in sesti e le ultime due, sono rotazioni in quarti. Il personale esperto disegna sul fondo della bottiglia un segno bianco, che come le lancette di un orologio ogni giorno segna per il giorno successivo il movimento da compiere. Un tratto distintivo col quale Pisoni ha deciso di caratterizzare il capsulone. Inoltre il fondo della bottiglia resta segnato permanentemente da quel segno bianco e costituisce una garanzia per il Pisoni Trentodoc.

 

L’importanza di un remuage eseguito a regola d’arte è visibile nell’ultima fase di produzione del Trentodoc, la sboccatura o degorgement quando i lieviti, che si sono accumulati nel collo della bottiglia, vengono espulsi velocemente. Al vino viene poi aggiunto il liqueur d’expédition col quale viene definita la rifinitura della personalità di ogni Pisoni Trentodoc. Al termine del processo di produzione, ogni bottiglia di Pisoni Trentodoc conterà 130 operazioni manuali.

 

Note di degustazione

Il Pisoni Pinot Bianco Millesimato TrentoDoc è un vino fruttato, con i tipici aromi varietali del Pinot Bianco. Il colore è giallo paglierino chiaro con riflessi verdolini.

Il perlage è caratterizzato da numerose persistenti piccole bollicine.

Al naso si presenta con un’intrigante nota di pesca a pasta bianca e freschi sentori di melissa, pera ed ananas. Al palato è delicato e morbido inizialmente, rivela un’interessante acidità che lascia in bocca una piacevole sensazione di freschezza grazie a note di fogliame verde e nocciola ed una perfetta armonia tra corpo e acidità.

 

 

Company Profile Pisoni

“Ad ogni primavera le gemme ci ricordano quanto infinito è il viaggio della vita”

GRANDI STORIE DI UOMINI E DONNE
L’azienda Pisoni nasce nel 1852 ma l’interesse e l’amore per il territorio e le vigne della Valle dei Laghi del Trentino nasce ben prima. Si rintracciano testimonianze della secolare storia dei Pisoni già nel ‘500 quando Carlo Antonio Pisoni forniva di vini ed acquaviti la corte del Principe Arcivescovo Cristoforo Madruzzo durante il Concilio.
L’azienda si trova a Pergolese in una zona particolarmente vocata alla produzione di vini e distillati, circondata dalle Dolomiti e mitigata dal vicino Lago di Garda. Le condizioni climatiche, l’altitudine dei vigneti, situati tra i 300 e i 500 m s.l.m., e la vicinanza a tesori naturali come i laghi e le splendide vette montane, permettono l’alternarsi di forti escursioni termiche che conferiscono all’uva freschezza e acidità per le quali i prodotti Pisoni, Grappe e Trentodoc, sono riconosciuti in tutto il mondo.
Quella della famiglia Pisoni è una storia che attraversa tre secoli e che ha visto l’azienda familiare evolversi e superare numerose difficoltà dovute soprattutto ai conflitti bellici, dalla grave crisi economica degli anni ’30 sino a quella più recente. La realtà agricola ha subito nel corso degli anni numerose trasformazioni sino a divenire quella che oggi è riconosciuta come una delle principali realtà vitivinicole vocata alla produzione di Grappe e Spumanti del Trentino.
Negli ultimi anni sono stati creati nuovi prodotti e la rete commerciale ha permesso di raggiungere nuovi mercati ed esportare il brand ed il prodotto Pisoni negli Stati Uniti, nel Canada ed in molti altri paesi europei come Germania, Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia.
La filosofia aziendale si ispira ai valori della famiglia, al rispetto del territorio, al sapere artigianale tramandato dagli antenati, e al procedere per piccoli passi per tendere verso un costante miglioramento della produzione che si rispecchi nella qualità del prodotto certificata ormai da più di 10 anni da DNV (Det Norske Veritas) secondo la norma ISO 9001-2015.

CENNI STORICI
I capostipiti di questa realtà, oggi riconosciuta a livello mondiale, si riconoscono in Baldassarre Pisoni e Angela Poli, che a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento iniziarono a coltivare le uve per ottenere l’acquavite e il vino. Durante la Prima Guerra Mondiale, Angelina e Maria sono le sole ad occuparsi dei terreni, del bestiame e dei collaboratori, che in quel periodo sostituirono i fratelli e il padre al fronte. Eugenio non tornò a casa, rimase per sempre disperso in Galizia ed i Pisoni si ritrovarono in sette a far ripartire l’attività in campagna, per poi riavviare il lavoro in cantina e in distilleria.
In questi anni inizia a delinearsi la struttura dell’azienda e, grazie al legame affettivo e professionale tra i fratelli, riparte la produzione di grappe e di vino. La cantina e la distilleria conosceranno un nuovo impulso con Oreste e Giulio, decisi a mantenere le tradizioni di famiglia, evolvendo costantemente per adattarsi ai cambiamenti dell’epoca. Negli anni del secondo conflitto mondiale la famiglia, per sfuggire ai bombardamenti, scava un rifugio antiaereo nella roccia della montagna, adiacente al piccolo borgo dove vive la comunità dei Pisoni. Sarà proprio qui che negli anni a venire troverà spazio la cantina ed in particolare la preziosa produzione del Trentodoc.
Le redini dell’azienda passano nel 1949 ad Arrigo e Gino, ai quali nel 1954 si aggiunge Vittorio. I cugini lavorano con grande passione e apportano importanti cambiamenti all’azienda, investendo in alambicchi Tullio Zadra interamente in rame, ancora oggi utilizzati e fondamentali per la produzione delle Grappe Pisoni. Anche nella selezione delle uve, furono fatte scelte precise, preferendo Cabernet, Merlot e Chardonnay, ed iniziando ad imbottigliare il vino, gestendo l’azienda in modo moderno, individuando ruoli e mansioni precise per i vari ambiti lavorativi.

UNA NUOVA GENERAZIONE

Una corrispondenza quella tra famiglia e l’azienda che contraddistingue i Pisoni e caratterizza questa realtà da sempre; ognuno dei familiari è fondamentale per ottenere la qualità nella produzione di Grappe e Spumanti.
Dall’inizio del 2000 alla guida della distilleria e della cantina ci sono Elio e Giuliano, figli di Arrigo che ancora oggi si occupa del remuage dello spumante, e Andrea e Francesco, figli di Vittorio.

Elio, laureato in economia e commercio, segue la parte amministrativa ed il settore del commercio estero; Giuliano, laureato in ingegneria dei materiali è il Mastro Distillatore; Andrea è enologo, specializzato in Scienze e tecnologie alimentari, è il responsabile del settore Spumanti; Francesco, laureato in Psicologia Cognitiva applicata, è il commerciale dell’azienda.

I Pisoni sono tra i fondatori di Confindustria Trento, dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino e dell’Istituto Trentodoc, un impegno il loro che li vede in prima persona coinvolti in ruoli di responsabilità in queste importanti realtà.
In particolare:

– Andrea Pisoni è Consigliere dell’Istituto Trentodoc;
– Elio Pisoni è Presidente sezione Alimentazione di Confindustria Trento; – Giuliano Pisoni è Consigliere dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.

LA DISTILLERIA: FARE GRAPPA È UN’ARTE
La Grappa è un prodotto unico al mondo e l’operazione di distillazione è una vera e propria arte; la regola in Pisoni sin dalla seconda metà dell’800, anni in cui è iniziata la produzione, è quella di utilizzare le migliori vinacce, quando freschissime, arrivano alla distilleria, pronte per essere lavorate e diventare Grappa Pisoni.
La combinazione tra sperimentazione ed esperienza è la chiave per il progresso di questa “arte” in quanto non ci sono scuole nelle quali poter imparare a distillare.

La ristrutturazione avvenuta nel 2003, progettata e voluta dai titolari, è frutto dell’evoluzione tecnologica portata avanti da ben 4 generazioni che, ognuna in momenti storici ed economici diversi, ha saputo contribuire all’innovazione del processo di distillazione e, soprattutto ha saputo trasmettere conoscenza e amore per questa tradizione secolare.
I piccoli alambicchi in rame di fine ottocento alimentati col fuoco a legna, sono stati sostituiti dall’attuale impianto alimentato a vapore, del quale ancor oggi attive e funzionanti sono le caldaie a bagnomaria dalle quali si ergono splendide colonne in rame.

L’artefice dell’evoluzione è il mastro ramaio trentino Tullio Zadra che introdusse il metodo della distillazione a bagnomaria con colonne di rettifica a piatti. Questi alambicchi restano tra i pochi esemplari con questo marchio ancora presenti nella zona.

La produzione della Grappa negli alambicchi Tullio Zadra

Per ottenere la Grappa Pisoni il mastro distillatore compie un processo che consiste nella divisione del distillato nelle sue tre componenti. L’artigiano procede con il taglio di testa, la prima parte del distillato ad uscire dall’alambicco, contenente una parte di alcol metilico, il cuore e la coda, la parte finale del distillato. È il cuore, trasparente come l’acqua, a diventare poi la Grappa Pisoni. Quando esce dall’alambicco, questo prodotto limpido e concentrato, è posto in serbatoi d’acciaio inossidabile e qui, diluito con acqua purissima, viene lasciato riposare per far in modo che la parte alcolica si attenui e la filtrazione dia luminosità al composto.

La ricchezza dei prodotti di Pisoni non consiste solamente nell’expertise acquisita nel corso di tre secoli, ma anche negli accorgimenti adottati dalla famiglia di volta in volta per ottenere prodotti di ottima qualità e raffinatezza. Un esempio consiste nell’utilizzo delle barriques nelle quali un tempo riposava il vino. Una tecnica che ha lo scopo di conferire ai distillati sapori e profumi derivanti dal contatto del vino con il legno.

Il periodo di affinamento della grappa può variare a seconda del tipo di acquavite; l’affinamento in barriques è di circa tre anni, ma raggiunge durate ben superiori nel caso della Grappa Clessidra che riposa nelle botti di rovere per oltre 10 anni. Un’ulteriore particolarità è rappresentata dalle Grappe Monovitigno Pisoni, provenienti da vinacce che daranno poi il nome ad ogni singola grappa.

La Grappa Pisoni, una volta prodotta, è pronta per le analisi chimiche e organolettiche svolte dall’Istituto di Grappa del Trentino; dopo aver superato l’esame, riceve il prestigioso Tridente, il marchio che dimostra l’eccellenza del prodotto derivante dalle vinacce, esclusivamente trentine, e dell’accurato lavoro svolto dai distillatori nelle fasi di produzione. Le Grappe Pisoni

Classica

Grappa Trentina Bio 50° “Grappa del Sole”, Grappa Trentina Classica.

Schweizer

Grappa Schweizer giovane, Grappa Schweizer barricata.

Invecchiata

Grappa “Clessidra” 10 anni, Grappa Trentina Stravecchia, Grappa barricata Trentina Amarone, Grappa barricata Moscato, Grappa barricata Gewüztraminer, Grappa barricata Teroldego.

Monovitigno

Grappa Moscato, Grappa Trentina Nosiola, Grappa Trentina Chardonnay, Grappa Trentina Müller Thurgau, Grappa Trentina Marzemino, Grappa Trentina Teroldego, Grappa di Gewürztraminer.

Grappa aromatizzata

Grappamara, Grappa Asperula, Grappa Ruta, Grappa Ginepro, Grappa Mugo, Grappa Genziana, Grappa Mirtillo.

Liquori

Amaro DonZio®, Fior di Roccia, Cuor di Limoncello, Cuor di cioccolata

Liquori alla frutta

Liquore Limoncello, Liquore al Mirtillo, Liquore Mela Verde, Liquore Frutti di Bosco, Liquore Rosolio, Liquore Prugna, Liquore alla Pesca, Liquore al miele.

Distillati alla frutta

Distillato di pere Williams, Distillato di prugne Slivowitz

TRENTODOC: IL VINO CON LA RIFERMENTAZIONE IN BOTTIGLIA CHE MATURA NEL RIFUGIO ANTIAEREO

La famiglia Pisoni è tra i fondatori dell’Istituto Trentodoc, nato nel 1984 grazie alla volontà di alcuni produttori che hanno creduto nel futuro delle bollicine di montagna, a seguito alle intuizioni di Giulio Ferrari. Nel 1902 codificò il metodo classico consistente nelle fasi di tiraggio, presa di spuma, remuage e degorgement.

La Denominazione di Origine Controllata, istituita nel 1993, garantisce e tutela il consumatore nei confronti del prodotto e attesta che il vino prodotto secondo il disciplinare sia effettivamente Trentodoc. La vendemmia del Trentodoc, per essere definito tale, segue le indicazioni date nel disciplinare che prevede venga eseguita rigorosamente a mano. Una volta che l’uva giunge in cantina, inizia il processo di spumantizzazione secondo il Metodo Classico.

La Valle dei Laghi è particolarmente vocata alla coltivazione delle uve Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Meunier con le quali Pisoni produce i suoi spumanti. Dopo la raccolta delle uve nel mese di agosto, la produzione del Trentodoc consiste di diverse fasi nelle quali il contatto tra la bottiglia e il produttore è costante. Dalla vendemmia sino all’imbottigliamento, passa un periodo che raggiunge i 30 mesi (più di 90 nel caso della Riserva).

Nella prima fase, nella primavera successiva alla vendemmia, il vino arricchito di zuccheri e lieviti viene imbottigliato; in questo momento inizia la seconda fermentazione in bottiglia, la presa di spuma, fase nella quale grazie ai lieviti e agli zuccheri presenti si sviluppa l’anidride carbonica che poi darà al Trentodoc il suo caratteristico perlage.

Il periodo di maturazione in Pisoni ha una durata media di 30 mesi, se Pisoni Riserva va dagli 80 ai 90 mesi. La temperatura costante nella quale le bottiglie riposano, tra i 12° e i 14°, è quella naturale della Cantina, ricavata nella grotta scavata nella roccia, un tempo rifugio antiaereo della famiglia Pisoni.
La lavorazione col metodo classico continua con il remuage, movimento eseguito completamente a mano, minuzioso ed accurato, che prevede la rotazione delle bottiglie, posizionate a rovescio sulle pupitres per un periodo di 22-24 giorni; in questa fase i produttori permettono ai lieviti di accumularsi sul collo della bottiglia, per facilitare così l’ultima fase, la sboccatura o degorgement.

L’esecuzione di un remuage preciso in Pisoni avviene con quattro fasi di rotazione della bottiglia, la prima è una rotazione in ottavi, la seconda una rotazione in sesti e le ultime due, sono rotazioni in quarti. Il personale esperto disegna sul fondo della bottiglia un segno bianco, che come le lancette di un orologio ogni giorno segna per il giorno successivo il movimento da compiere. Un tratto distintivo che Pisoni ha deciso anche di apporre sul capsulone. Il fondo è segnato permanentemente da quel segno bianco e costituisce una garanzia per il Pisoni Trentodoc.

L’importanza di un remuage eseguito a regola d’arte è visibile nell’ultima fase di produzione del Trentodoc, la sboccatura, o degorgement, momento in cui i lieviti che si sono accumulati nel collo, sono espulsi velocemente.
Quando al vino è aggiunto il liqueur d’expédition, viene definita la rifinitura della personalità di ogni Pisoni Trentodoc.

La particolarità ulteriore di ogni bottiglia di Pisoni Trentodoc è data dal fatto che la lavorazione conta 130 operazioni manuali.

I Trentodoc Pisoni Metodo Classico

Brut Millesimato, Magnum Brut Millesimato, Brut Nature Millesimato, Brut Rosé Millesimato, Extra brut Blanc de Noir, Extra Brut Riserva Erminia Segalla.

ESPERIENZE DI DEGUSTAZIONE

Poter degustare un calice di Pisoni Trentodoc o di Grappa Pisoni è possibile grazie ai percorsi di degustazione proposti dalla Distilleria. Sono cinque diverse opzioni nelle quali il visitatore è accompagnato nel tour della cantina, inclusa la parte dello storico rifugio antiaereo, e alla distilleria dove ammirare gli alambicchi firmati Tullio Zadra.

L’esperienza proposta da Pisoni si conclude con l’assaggio dei prodotti dell’azienda. Calici di Pisoni Brut Millesimato Trentodoc, Pisoni Brut Nature Trentodoc, Pisoni Brut Rosé Trentodoc e Grappa Schweizer giovane e barricata.
La distilleria offre anche la possibilità di scegliere una degustazione ad personam.

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Distilleria F.lli Pisoni

Via san Siro 7/a, Fraz. Pergolese | 38076 Madruzzo (Trento)
Tel. +39 0461 564106 | fax +39 0461 563163 | info@pisoni.it | info@pec.pisoni.it

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