Pinotti: «Berlusconi come Johnny Stecchino»

By Redazione

«Le affermazioni di Berlusconi oggi a Taormina sul tema della sicurezza mettono ancora una volta il Paese di fronte ad una mistificazione e ad una manipolazione della realtà»
lo afferma Roberta Pinotti, responsabile Sicurezza del Pd.

«Innanzitutto, circa il presunto calo della criminalità durante i 5 anni del governo di centrodestra, chiunque spulci i dati pubblicati dal Viminale può accorgersi che non
solo tutti gli indicatori erano in calo già prima del 2001, e hanno continuato a scendere anche dopo, ma anche che l’unico indicatore a crescere è stato quello delle rapine per
strada, guarda caso proprio negli anni tra il 2001 e il 2006».

«Poi, – continua Pinotti – appare grave che il candidato premier del Pdl parli in Sicilia di minoranze che bloccano strade e ponti, dimenticando, ci chiediamo se volutamente, di citare
l’enorme piaga delle mafie e il coraggio nel contrastarla che in questi mesi hanno dimostrato imprenditori e cittadini siciliani».

«Ricordiamo a Berlusconi che per la prima volta, con il passato governo, non soltanto c’è stata una quantità di arresti eccellenti come non succedeva da anni, ma è
anche accaduto che gli arrestati decidessero di collaborare e di parlare, riconoscendo implicitamente uno Stato sufficientemente forte da mettere in discussione la regola
dell’omertà».

«E’ evidente che risultati così straordinari sono senz’altro il frutto dell’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, ma anche di una chiara volontà politica che
tali azioni ha saputo supportare».

«Prendiamo atto che Berlusconi, anziché sostenere l’azione delle forze dell’ordine e lo straordinario coraggio degli imprenditori e delle associazioni antiracket in Sicilia,
preferisce parlare d’altro. Un po’ come nel film Johnny Stecchino, dove si indicava nel traffico la più grande piaga di Palermo».

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