Piemonte: Approvato il disegno di legge con i provvedimenti di adeguamento al codice dei beni culturali e del paesaggio

 

Il disegno di legge, allo scopo di assicurare la rapidità della discussione e dell’approvazione, limita la portata delle modifiche all’indispensabile. Tuttavia,
garantisce la coerenza e la funzionalità del sistema, rinviandone a tempi futuri una riforma organica e coordinata: l’articolo 1 esplicita queste esigenze tra le
finalità della legge.

L’articolo 2 disciplina la Commissione regionale, prevista dagli articoli 136 e 138 del Decreto Legislativo 42/2004: ha il solo compito di formulare proposte per la dichiarazione
di nuove aree di notevole interesse pubblico. La sua composizione è fortemente vincolata dal Codice: la legge regionale si limita a stabilirne la durata e il soggetto destinato a
presiederla.

Inoltre, in considerazione della prevalente presenza in commissione di funzionari statali e regionali, di soggetti comunque portatori di interessi pubblici o diffusi e della ragionevole
previsione di un numero limitato di riunioni, si dispone, al comma 6, la gratuità della partecipazione ai lavori della commissione.

L’articolo 3 disciplina la ripartizione di competenze tra Regione e Comuni per il rilascio delle autorizzazioni. L’elencazione delle competenze regionali è stata
formulata tenendo conto della pluriennale esperienza degli uffici regionali in materia e individua gli oggetti che, per natura o dimensione, hanno un rilevante impatto sul paesaggio.

L’articolo 4 disciplina la Commissione locale per il paesaggio, prevista dall’articolo 148 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che costituisce il perno della
riforma. La costituzione della Commissione, con le fondamentali caratteristiche volute dal Codice, di competenza paesaggistica e di separazione dagli istituti e dalle procedure che
gestiscono il rilascio dei permessi di costruire, è condizione necessaria per l’esercizio della delega da parte dei Comuni.

In considerazione della complessità dell’operazione richiesta, al fine di favorire l’esercizio della sub-delega, la Regione ritiene di stabilire, per la costituzione
delle commissioni da parte dei Comuni che vi provvedono, il criterio della massima libertà di:

• costituire la commissione singolarmente o in forma associata, in relazione alle loro esigenze;

• stabilire il numero dei componenti, fatto salvo l’obbligo di non scendere sotto il numero di 3;

• disciplinarne il funzionamento.

Rilevante è l’attenzione alla professionalità dei componenti e al fatto che debbano essere espressione di una pluralità di conoscenze tecniche e scientifiche,
elencate nell’articolo.

L’articolo 5 precisa – a scanso di equivoci – che la delega ai Comuni o a loro forme associate non comporta automaticamente il trasferimento di personale regionale, anche se
quest’ultimo potrà comunque garantire, soprattutto nella fase iniziale, il necessario supporto tecnico per una corretta applicazione delle norme.

L’articolo 6 contiene le abrogazioni di parti della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20, al fine di eliminare le disposizioni in contrasto con la sopravvenuta normativa statale:

• il comma 1 elimina dalle competenze dell’attuale commissione per i beni ambientali la funzione di proporre nuovi vincoli, funzione oggi delegata alla Commissione
Regione-Ministero, disciplinata dall’articolo 137 del Codice;

• il comma 2 abroga disposizioni in totale contrasto con la normativa sopravvenuta e in particolare:

o alla lettera a), l’articolo 12 che elencava le opere realizzabili senza autorizzazione paesaggistica, elenco diverso e parzialmente in contrasto con quello stabilito
all’articolo 149 del Codice;

o alle lettere seguenti gli articoli 13, 13 bis e 14 della legge regionale 1989, n. 20, che disciplinavano la procedura per attribuire la sub-delega ai Comuni, competenza oggi
sostanzialmente modificata dal Codice e ripartita nella presente proposta tra Regione e Comuni con criteri diversi all’articolo 3. Si osserva, tra l’altro, che
l’abrogazione dell’articolo 14 elimina l’obbligo, contenuto al comma 1, di integrare la Commissione edilizia con un esperto in materia urbanistica.

La nuova procedura, che obbliga i Comuni ad avvalersi delle Commissioni per il paesaggio, risolve il conflitto creatosi in Piemonte con i Comuni che intendevano sopprimere le
commissioni edilizie, non più obbligatorie, ma che erano costretti a tenerle in vita solo per poter esercitare la sub-delega in materia paesaggistica;

• il comma 3 aggiorna la disciplina della legge 20 sulla vigilanza esercitata dalla Regione nei confronti dei Comuni per il rilascio delle autorizzazioni.

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