Piatti londinesi a effetto serra

Piatti londinesi a effetto serra

Il 78% delle emissioni sono da imputarsi alla produzione e al trasporto dei cibi verso la capitale. Il restante 22% proviene direttamente dalle abitudini dei cittadini: il recarsi verso i
ristoranti, il portare il cibo a casa dal supermercato, la preparazione e la cottura, il trattamento degli scarti alimentari. Quest’ultimo ha un peso maggiore rispetto agli altri, poiché
lo spreco di cibo è responsabile da solo di 6.3 milioni di tonnellate di gas serra.
Niente di sorprendente, visto che gli inglesi gettano un terzo del cibo acquistato.

Su questo fronte i margini di miglioramento sono alti, infatti secondo il sindaco Boris Johnson: «Il rapporto mostra che ci sono numerose opportunità a Londra per ridurre le
emissioni di gas serra. Attuando alcune riforme potremmo abbattere l’eccessivo spreco di cibo, con ricadute positive sull’economia delle famiglie e sul versante della lotta al riscaldamento
globale».

Londra fa parte delle 370 città europee che si sono impegnate a superare l’obiettivo Ue di ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020.

Luca Bernardini

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