Piano Territoriale Regionale di Coordinamento Veneto
29 Maggio 2008
Siamo ancora distanti dal vivo della discussione riguardo il nuovo PTRC, considerato che i contenuti normativi sono ancora di là da venire, tuttavia, anche se solo su di un Documento
preliminare, il dibattito sul massimo strumento di programmazione territoriale della regione è stato aperto e Confagricoltura Veneto vi sta partecipando con le proprie osservazioni e
proposte.
Seguendo la procedura prevista, Confagricoltura Veneto sta inviando all’assessorato competente una serie di considerazioni puntuali riferite alle singole aree tematiche prese in considerazione
dal Documento preliminare. Riguardo la prima (Uso del suolo), ha ricordato, in sintesi, che, nella valutazione del territorio agricolo ed in particolare delle cosiddette «aree planiziali
di pregio», non ci si deve limitare all’utilizzo di parametri paesaggistici, ma si deve tenere conto anche di criteri economico-produttivi. Altrimenti, si rischia di riproporre la
concezione dell’agricoltura, falsa perché non rispondente alla realtà, come attività prima di tutto funzionale al mantenimento degli equilibri paesaggistico-territoriali,
mentre è attività in primo luogo produttiva ed imprenditoriale e, in quanto tale, anche in grado di custodire territorio e paesaggio.
Sul tema «Energia, risorse e ambiente», invece, Confagricoltura Veneto ha colto l’occasione, fra l’altro, per sottolineare la necessità che il PTRC, nell’ambito della
prevista incentivazione de «l’uso di risorse rinnovabili per la produzione di energia», riservi una posizione di rilievo alle biomasse, che, nella situazione attuale, possono
fornire un apporto determinante nella produzione di energia a costo contenuto e a ridotto impatto ambientale. Circa «gli ambiti interessati dalle maggiori concentrazioni di inquinanti del
suolo, dell’aria e dell’acqua (nitrati, CO2, ecc.)», Confagricoltura Veneto ha ricordato che, su questi temi, non sono necessari, anzi potrebbero rivelarsi controproducenti, ulteriori
vincoli. E’ auspicabile, invece, una razionalizzazione di quelli già esistenti, di per sé molto rigidi ed impegnativi, che, essendo spesso di fonte comunitaria (v. cosiddetta
Direttiva Nitrati) e derivando frequentemente da situazioni non agricole, devono essere rivisti e adattati in funzione della realtà agricola veneta. Va considerato, infatti, ha concluso
Confagricoltura Veneto, che la necessaria tutela dell’ambiente dall’inquinamento va coniugata con il diritto delle popolazioni interessate a condurre una vita normale esercitando le ordinarie
attività lavorative e produttive.




