Petrini: «Tornare a rispettare i tempi della natura»

“E’ ora di riaffermare la superiorità della natura e della cultura sull’economia, altrimenti la crisi delle risorse e della sostenibilità sarà irreversibile” Carlo Petrini,
presidente internazionale di Slow food lancia questo allarme al termine del suo intervento agli Stati generali della sostenibilità. Partendo da una frase di Gandhi («La terra
possiede risorse sufficienti per i bisogni di tutti ma non per l’avidità di alcuni») Petrini ha evidenziato come questo meccanismo di avidità che prosciuga le risorse abbia
un responsabile: l’economia di mercato. «E’ insostenibile questo sistema con cui si trasferisce la logica produttiva del mercato dentro i ritmi naturali delle produzioni agricole. I tempi
per la rinnovabilità della natura sono violati, violentati; in nome dell’economia di mercato si assiste a una sfruttamento illimitato delle risorse».

Per Petrini, quindi, occorre ripristinare un rapporto diverso con la natura: «Il primo esercizio di sostenibilità – ha detto – consiste in una corretta gestione dei limiti:
è dire che fino a un certo punto si può, ma oltre no, perché si fa violenza alla natura». In questo senso è importante ridare un ruolo a quei popoli del sud
del mondo, che sono portatori di economie di sussistenza «perché con i loro saperi tradizionali questi popoli si dimostrano come veri tutori della biodiversità e del
risparmio delle risorse». E’ quindi necessario difendere questi popoli, questi saperi. Salvaguardare la natura, dunque, e anche quei saperi che sanno rispettarne i ritmi: così si
attua un cammino di sostenibilità. L’intervento di Petrini è stato seguito da quello del direttore dell’Irpet Giovanni Andrea Cornia, che ha evidenziato la connessione tra le
questioni economicosociali e quelle ambientali. «Le disuguaglianze interne ai paesi e quelle tra paesi diversi sono causa di degrado ambientale. E queste forbici sono in crescita ovunque,
anche in Italia, dove il 40% della popolazione tende a peggiorare il livello di reddito. Tale legame tra disuguaglianze e sostenibilità ambientale è spesso ignorato anche da chi
ha un cuore ambientalista. Ma il raggiungimento di un equilibrio ecologico non può prescindere da una limitazione e dal contenimento delle disparità».

Massimo Orlandi – Lorenza Pampaloni

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