Cia Umbria su condizionalità e sostenibilità ambientale
16 Novembre 2007
Cambia il modo di fare agricoltura, di produrre e vivere nello spazio rurale ed è importante riaffermare il ruolo degli agricoltori a tutela dell’ambiente, la riforma di medio termine
del 2003 della Pac ha portato profondi cambiamenti: dal sostegno dei prezzi si è passati agli aiuti diretti legati al rispetto di una serie di vincoli, compresi nel nuovo ambito della
condizionalità.
Questi i temi affrontati a Terni dalla Cia dell’Umbria nell’incontro su “Pagamento unico e condizionalità: problematiche ed opportunità per affermare cultura d’impresa e
sostenibilità”, al quale hanno preso parte numerosi esperti e che si inserisce, dopo quello di Città di Castello del settembre scorso, nell’ambito del progetto Agripolis
(Agricultural Policy Information & Society). Promosso dal Centro di istruzione professionale agricola e assistenza tecnica della Cia dell’Umbria, il progetto rientra fra i pochi finanziati
dalla Commissione europea, Direzione generale agricoltura e sviluppo rurale, nel quadro del regolamento 814/2000, azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune.
“Gli agricoltori -ha spiegato Antonio Sposicchi, presidente della Cia dell’Umbria- per beneficiare di ‘aiuti alla produzione’, riformati nel 2003 e che sono diventati ‘premio unico’, devono
rispettare gli impegni di corretta gestione agronomica dei terreni, di salvaguardia dell’ambiente, della salute e del benessere degli animali». La non conformità a tali condizioni
comporta l’attivazione di un meccanismo di riduzione dei pagamenti diretti cui ciascun agricoltore avrebbe diritto.
Ma gli agricoltori italiani, quelli umbri in particolare, come hanno recepito i cambiamenti? “La condizionalità non è stata ancora compresa appieno nei suoi aspetti pratici,
nonostante alcune norme siano già in vigore”, ha affermato nella sua relazione introduttiva Franco Agostini, segretario dell’ambito territoriale della Cia ternana.
In Italia l’applicazione della condizionalità è stata infatti definita per la prima volta con il decreto del ministero delle Politiche agricole del dicembre 2004. E’
facoltà di ogni Regione emanare provvedimenti che adattino la normativa alle caratteristiche dei singoli territori. L’Umbria ha emanato tre provvedimenti di recepimento. A parlare
dell’esperienza umbra è stata Stefania Petrillo, dell’assessorato regionale all’Agricoltura e foreste.
La condizionalità però -è quanto emerso dall’incontro- non deve essere vista solo come una serie di vincoli all’impresa, bensì come un’opportunità per andare
verso un modello di agricoltura multifunzionale e per riaffermare il ruolo positivo e insostituibile del presidio sul territorio da parte dell’agricoltore.
Da qui la proposta della Cia dell’Umbria di un “nuovo patto con la società”, che vuole sottolineare il ruolo vitale delle imprese agricole, capaci di produrre ricchezza per il paese e
che per essere realizzato necessita di un impegno degli agricoltori a produrre alimenti di qualità, e a dare utilità e valore commerciale a ciò che l’agricoltura
rappresenta in termini di qualità della vita, cultura, storia, ambiente. A fronte di ciò però deve esserci una società capace di riconoscere e dare risultati
economici ai valori complessivi che l’agricoltura è capace di produrre a beneficio di tutta la società.
Affinché la condizionalità incentivi le aziende a ristrutturare i propri sistemi produttivi, è necessario che essa non dia luogo a ulteriori oneri e appesantimenti
burocratici. Per questo è importante -ha affermato la Cia dell’Umbria- la semplificazione e l’opportuna consulenza aziendale. A tal fine la Confederazione ha messo a punto un sistema
informativo e formativo, Se.T.A. (Servizi Telematici per Agricoltura), in grado di individuare i vincoli e gli impegni che interessano le singole aziende in base alla loro collocazione
territoriale e alle attività svolte.
Esempi concreti di un rinnovato rapporto tra istituzioni, associazioni professionali e imprese per una riduzione di impatto delle coltivazioni, sono stati portati da Paolo Stranieri, tecnico
agronomo dell’Azienda regionale per la Protezione ambientale dell’Umbria (Arpa) che ha parlato dell’esperienza del progetto Life Ambiente di Petrignano sulla riduzione dei nitrati. Un progetto
sperimentale preso a modello dalla Commissione europea.
Louis Montagnoli, dirigente della Comunità montana associazione dei comuni Trasimeno-Medio Tevere, ha invece illustrato l’esperienza di Agenda 21 Locale come esempio di sviluppo locale
sostenibile.
Era presente all’incontro anche Antonio Boggia, docente dell’Università di Perugia, Dipartimento di Scienze economiche estimative ed alimentari della stessa facoltà, che ha
scientificamente dimostrato che esiste un punto di equilibrio tra la “redditività dell’impresa” e la “tutela dell’ambiente” .
Ai lavori ha portato il saluto il vicesindaco del Comune di Terni Felciano Polli che ha rimarcato l’impegno e l’attenzione che le istituzioni locali hanno nei confronti dell’agricoltura e dello
sviluppo rurale sottolineando l’importanza e il ruolo nel modello di sviluppo territoriale e integrato sul quale l’Umbria e quindi la Provincia di Terni hanno scelto di cimentarsi nei prossimi
anni.
I successivi appuntamenti previsti dal progetto Agripolis saranno a Castiglione del Lago il 25 gennaio 2008 con un incontro su “Qualità dei prodotti e marchi europei per una maggiore
tutela dei consumatori, un’identità del territorio ed una valorizzazione delle produzioni”; a Gubbio ad aprile 2008 dove si parlerà di “Tracciabilità, sicurezza, tradizione
alimentare: l’Europa di fronte ai mercati ed alle istituzioni internazionali”.
La conferenza finale, dal titolo “Ruralità e società civile: un confronto aperto” punterà ad offrire uno scenario di sintesi dei diversi ruoli che l’agricoltura e lo
sviluppo rurale possono assumere nel presente e nel futuro della società europea e si articolerà in tre tavole rotonde con la partecipazione di esperti italiani, spagnoli, danesi
ed olandesi. Per la conferenza finale del maggio 2008 sono previste le conclusioni del presidente della Cia nazionale Giuseppe Politi, del ministro delle Politiche agricole, alimentari e
forestali Paolo De Castro e di un rappresentante della Commissione europea Dg Agricoltura e Sviluppo rurale.





