Perugia: E’ dedicata a Nuvolo la mostra di Carnevali «Dinamismi modulari»

 

«Dinamismi modulari». È dedicata a Nuvolo la retrospettiva che Carlo Carnevali propone, fino all’11 gennaio 2009, al CERP – Centro Espositivo Rocca Paolina
della Provincia di Perugia. Un omaggio al grande artista, scomparso di recente, attraverso le opere che in trentacinque anni hanno definito l’universo creativo e linguistico di
Carnevali. La mostra è stata inaugurata sabato scorso (6 dicembre) alla presenza dei rappresentanti delle massime Istituzioni Umbre che hanno promosso e sostenuto l’evento
artistico: gli assessori alle attività culturali della Provincia di Perugia Pier Luigi Neri, della Regione dell’Umbria Silvano Rometti, del Comune di Perugia Andrea
Cernicchi e il Presidente dell’Accademia Belle Arti P. Vannucci Alfredo De Poi. Unanime l’attenzione e l’impegno espressi da parte dei rappresentanti delle Istituzioni
in direzione della valorizzazione nel nostro territorio dei percorsi culturali e dell’arte contemporanea, attenzione e impegno anche per sostenere all’Accademia
«fucina di grandi artisti» e «humus che ha fatto crescere tante sensibilità artistiche».

«Le opere di Carnevali ci appaiono particolarmente suggestive» – ha sottolineato Pier Luigi Neri – «non solo per la loro espressione intensa e dinamica, ma per essere
nell’impasto di segno e colore, dinamicità e immobilità, una metafora della temperie culturale e sociale che stiamo vivendo, sospesa tra desiderio e sacrificio,
tensione ideale e certezze concrete. Carlo Carnevali ventun anni dopo: nel 1987 Tra morfemi e cromie, nel 2008 Dinamismi modulari. La ricerca continua tra forme e cromie talvolta
monumentali, talvolta miniate. Scomponibili e ribelli, le formelle della sua poetica narrano una storia infinita che, in questa nuova mostra, è l’ordito che si intreccia
con la trama con altri racconti e altre miscele cromatiche senza soluzione di continuità».

Un alfabeto di moduli, unità di misura e di lettura, quindi, per l’evento «Dinamismi modulari», in cui accanto al primo lavoro («Figura al
quadrato», 1973) viene esposta la produzione più recente con incursioni multimediali e installazioni tematiche. «Carlo Carnevali, l’artista umbro protagonista
di questa ampia personale – afferma il curatore della mostra Emidio De Albentiis – ha perseguito nei suoi trentacinque anni di fedeltà all’arte (in mostra è stato
volutamente inserito il lavoro degli esordi, del 1973), una direttrice sostanzialmente univoca centrata sull’eterna dialettica fra segno e colore. Proprio la dialettica, non solo
quella di ambito squisitamente pittorico, ma nella sua specifica essenza di vitale dialogo fra istanze di natura diversa se non opposta, caratterizza l’intero percorso
artistico-esistenziale di Carlo Carnevali».

Umbro di Perugia, l’artista ha abbinato una formazione di tipo autodidattico ad un mirato affinamento delle proprie conoscenze attraverso lo studio accademico, dove tra i suoi
maestri, ha avuto, fra gli altri, un vero e proprio indagatore del segno come Nuvolo. Un ulteriore elemento dialettico presente nell’artista umbro è il continuo ed intenso
interscambio fra una dimensione operativa molto spesso legata ad una convinta artigianalità e l’aspirazione ad esprimersi, specie negli interventi installativi (ma non
soltanto in essi), verso una più marcata artisticità del proprio fare. I Dinamismi modulari di Carlo Carnevali, nella cui genesi si colgono significative affinità
con le ricerche di uno dei suoi maestri, il già ricordato Nuvolo, alludono all’enigma dell’esistere.

Promossa dalla Provincia di Perugia, con il sostegno della Regione Umbria, della Fondazione Cloe di Roma e della Eko Tecnology di Fano, la mostra si avvale del patrocinio del Comune di
Perugia e della Fondazione Accademia delle Belle Arti «P.Vannucci» di Perugia, insieme per un’operazione culturale che sfida l’architettura della Rocca Paolina
per dare cornice al lavoro di Carnevali su stasi e movimento, segno e colore.

La mostra rimarrà allestita fino all’11 gennaio 2009 e osserverà i seguenti orari 10.00 – 13.00; 15.00 – 18.30. Chiuso il lunedì e la mattina del 25
dicembre e del 1 gennaio / ingresso libero.

Info: Provincia di Perugia – Servizio Promozione Attività Culturali e Sociali – Ufficio Promozione Attività Culturali ed Espositive Tel. 39 075 3681218 – 620 – 407
www.provincia.perugia.it

«Dinamismi modulari» – Scheda della mostra

Anche se non mancano interessanti opere a parete, che finiscono con l’essere un utile e necessario complemento al discorso di fondo, il cuore nevralgico dell’esposizione
è certamente rappresentato dagli interventi scultoreo/installativi che, nella loro sorvegliata diversificazione pur nella immediata identificabilità delle soluzioni di
tipo modulare, riescono ulteriormente a trasmettere l’oscillazione tra ordine e caos cui si è più volte alluso. Nel corridoio centrale del CERP si snoda, per oltre
trenta metri, una striscia ritmata sulla faccia superiore da coloratissimi moduli: degni di nota sono, in particolare, due aspetti, l’andamento progressivamente ascendente di
questo intervento continuo e il suo piegarsi, ad angolo retto, in corrispondenza di uno dei grandi ambienti che fanno da corona al corridoio, costituendo una presenza che funge, al
tempo stesso, da guida visiva e da ostacolo, come una linea di confine la cui valicabilità è possibile ma malsicura.

Di notevole originalità è, lungo le pareti ricche di angoli del cosiddetto labirinto, l’installazione di un guard rail, del tutto uguale a quelli che si dipanano
lungo le strade, entro la cui concavità Carnevali ha inserito una sequenza di suoi elementi modulari: un esplicito richiamo all’idea stessa di viaggio grazie
all’utilizzo in chiave neo pop, di un oggetto – comune quanto solitamente ignorato dallo sguardo – capace di caricarsi il senso di questa metafora. A riprova dell’attenzione
dell’artista anche verso le nuove possibilità offerte dai moderni mezzi tecnologici, c’è un video, montato su uno schermo di grandi dimensioni, in cui un
gruppo dei consueti moduli da quindici centimetri di lato (il modulo, lo si è ricordato all’inizio, che costituisce una vera e propria unità di misura e di relazione
proporzionale pressoché in tutte le opere presentate in mostra), compaiono in una sequenza che distrugge e ricompone continuamente l’insieme di partenza: in diretto
rapporto visivo e concettuale con questo video, contraddistinto dal dinamismo, c’è un grande lavoro a parete, governato dalle medesime proporzioni, ma centrato, vista la
sua natura di «quadro», sulla stabilità. Questa stessa relazione collega inoltre due alte sculture, vere e proprie stele formate dagli elementi modulari lignei
sovradipinti, collocate lungo l’asse del corridoio laterale del CERP: una di esse, girevole, è caratterizzata da un lento movimento, quasi una sorta di ammirato omaggio al
capolavoro, Il Grande Nero, che, circa un quarto di secolo fa, uno dei sommi maestri dell’Umbria del Novecento, Alberto Burri, volle donare a Perugia e alla Rocca Paolina.

Se in uno degli ambienti più grandi del CERP, Carlo Carnevali ha inserito un’ampia sequenza dei suoi moduli, giocando sul numero quindici e sui suoi multipli, alla
splendida sala coperta a volta che fiancheggia il corridoio principale, l’artista ha affidato uno dei suoi messaggi più intensi, anche in questo caso contraddistinto da un
voluto carattere duplice, in una sintesi che contiene tragicità e leggerezza: al centro del pavimento campeggia una struttura simile a una bara, circondata, a terra, da pannelli
dipinti secondo i consueti stilemi dell’artista, in una solitudine che è interrotta da un sottofondo sonoro in cui si riesce a percepire un indistinto brusio della gente,
che, s’immagina, assiste al funerale, cercando di esorcizzare, proprio con il chiacchericcio, lo spettacolo inquietante della morte. Ma, proprio questa indissolubile relazione tra
morte e vita, questa dialettica ineliminabile tra essere e divenire, costituisce il senso ultimo delle cose, ed è questa convinzione ad animare in profondità
l’ispirazione di Carlo Carnevali (De Albentiis).

 

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