Permesso di soggiorno per motivi familiari anche senza studiare o lavorare

Firenze – Il 28 marzo 2008 il Ministro degli Interni ha emanato una importante circolare (protocollo 17272/7) in tema di conversione e rinnovo del permesso di soggiorno per motivi
familiari al compimento della maggiore età.

Il testo unico in materia di immigrazione (D. lgs. 286/98) disciplina la materia agli articoli 28-30 e dispone che al figlio minorenne di un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante
in Italia venga rilasciato al compimento della maggiore età un permesso di soggiorno «per motivi di studio, di accesso al lavoro ovvero di lavoro subordinato o autonomo». Il
diciottenne straniero -a differenza degli italiani- non poteva perder tempo: deve subito decidere se continuare gli studi, e se così non è, dovrebbe subito mettersi a lavorare.
Una situazione molto comune fra le famiglie straniere che vivono in Italia, quello che segue è solo uno dei tanti esempi di richieste che ci sono giunte.

Domanda: «La mia domanda riguarda il permesso di soggiorno, sono arrivato in Italia con ricongiungimento familiare, per anni ho sempre avuto un permesso di soggiorno per motivi di
famiglia, ma l’anno scorso al rinnovo la questura non ha voluto rilasciarmi il pds per famiglia in quanto ero già maggiorenne (22anni) nonostante sono a carico di mio padre con un
reddito più che sufficiente… siccome studio all’università la questura mi ha rilasciato un pds per studio annuale, con scadenza a dicembre 2007. A questo punto mi trovo nella
difficile situazione di non poter convertire il pds in lavoro a meno di una laurea… mentre se andavo subito al lavoro lo potevo fare visto che psd per motivi familiari permetteva il
lavoro.
C’è la possibilità di poter lavorare oltre che rientrare in un decreto flussi, a quanto pare improbabile prima della scadenza del mio psd?
Nel caso riuscissi a laurearmi posso convertire a pds per lavoro sub. subito, cioè prima ancora di aver trovato ancora lavoro? se si qual’è la sua durata? (6 mesi, 1 anno o 2
anni?) o devo avere già un contratto firmato per usufruire della conversione?
Spero di essere stato chiaro, so di aver buttato un pò troppe domande ma era per avere tutta una panoramica della mia situazione. Vi ringrazio per la vostro gentile supporto. Grazie
mille.»

Risposta dell’ADUC: «Con il suo permesso può lavorare fino a 20 ore settimanali:
– in caso di decreto flussi può chiedere la conversione da studio a lavoro;
– successivamente alla laurea può ottenere la conversione senza attendere i flussi;
– se non avrà già un contratto le verrà rilasciato, in entrambi i casi, un permesso per attesa occupazione valido sei mesi».

La circolare prende atto della giurisprudenza che nel corso degli anni si è stratificata in materia di titoli di soggiorno ai minori d’età e a coloro che abbiano compiuto il
diciottesimo anno, e fornisce le direttive per la pubblica amministrazione al fine di garantire una più omogenea applicazione dei principi di legge che disciplinano la materia.
E non solo. La più grande novità introdotta da questa circolare è che estende un consolidato principio più volte sottolineato dalla Corte di Cassazione, secondo il
quale i genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli anche dopo il raggiungimento della maggiore età fino a che lo stesso non abbia raggiunto una propria indipendenza economica ed una
appropriata collocazione nel contesto sociale, anche agli stranieri. Verrebbe da dire: ovvia conclusione! Ma fino ad ora questo principio non era purtroppo scontato. La circolare ricostruisce
dettagliatamente il proprio percorso logico. L’art. 30 della Costituzione statuisce il dovere/diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli quale diritto fondamentale della
persona. Tale diritto, in virtù dell’art. 2, comma 2 del Testo Unico sull’Immigrazione deve essere applicato anche agli stranieri regolarmente soggiornanti. E poichè la stessa
legge impone di tutelare l’unità, l’integrità e la salvaguardia della fami glia straniera e dei suoi legami «reinterpreta» l’art. 30, comma 3 e l’art. 32, comma 1 del
Testo Unico stabilendo che gli «stranieri che, al compimento del diciottesimo anno di età, siano titolari di un permesso di soggiorno per motivi familiari, potrà essere
rinnovato il proprio titolo di soggiorno per la stessa durata di quello del genitore e purchè quest’ultimo soddisfi le condizioni di reddito e di alloggio richieste per il
ricongiungimento familiare».
La circolare ministeriale adotta dunque una interpretazione molto estensiva della legge, e a nostro avviso corretta, eliminando la disparità di trattamento che finora subivano i
diciottenni stranieri rispetto ai loro coetanei italiani consentendo loro di non dover decidere subito circa il proprio futuro lavorativo o di studio, ma di poter continuare a rinnovare il
permesso di soggiorno per motivi familiari rimanendo a carico dei genitori.

Emmanuela Bertucci, responsabile Aduc Immigrazione

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