Pericoltura: nuova linfa dal progetto Ager Innovapero
3 Ottobre 2011
“Vogliamo che la ricerca dia il suo forte contributo per aumentare la competitività della pericoltura dell’ Emilia-Romagna e italiana e mantenere in piedi un comparto che quest’ anno
è in forte difficoltà “, questa la dichiarazione di Stefano Musacchi, responsabile scientifico del progetto “Ager Pero – Innovazioni di processo e di prodotto per una
pericoltura di qualità”, che verrà presentato venerdì 7 ottobre alle ore 14.30 a Macfrut di Cesena. In un 2011 molto difficile dal punto di vista commerciale, dove in
molti casi non si copriranno i costi di produzione, la ricerca si mette al servizio della filiera pero. Un progetto che avrà un forte impatto sull’ agricoltura dell’ Emilia-Romagna:
basti pensare che in questa Regione sono coltivati oltre 22.000 ettari di pero, principalmente nelle province di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna e che con una resa media di circa 460.000
tonnellate di prodotto all’ anno corrispondono al 70% della produzione nazionale.
L’ attività si avvale di un finanziamento triennale di oltre 3.500.000,00 euro, di cui 2.500.000 a carico di tredici Fondazioni bancarie che, attraverso AGeR (un’ associazione temporanea
d’ impresa), si sono date l’ obiettivo di finanziare la ricerca agroalimentare in Italia per un totale di 27.000.000 di euro di progetti finanziati.
La ricerca si concentrerà su numerosi aspetti finalizzati a migliorare la tecnica colturale in un’ ottica di produzioni a basso impatto ambientale e di riduzione dei costi di produzione
delle aziende agricole. I risultati avranno un forte impatto su tutta la filiera, con un’ attività che si concentrerà in particolare sulla cultivar Abate Fétel in quanto
è la più coltivata in Emilia-Romagna. Per la fase di produzione, si approfondiranno le conoscenze genetiche sui meccanismi di resistenza delle piante di pero alla maculatura bruna
(Stemphylium vesicarium); sempre per maculatura, si studieranno gli effetti della somministrazione di sali di calcio e di sodio nel terreno ed il relativo assorbimento da parte del frutto, in
quanto recenti studi hanno dimostrato che questi sali creano una maggiore tolleranza dei frutti alla malattia in quanto aumentano le difese naturali. Anche due temibili insetti, la psylla e la
carpocapsa, saranno oggetto della ricerca: nel primo caso si studieranno le mappe genetiche di varietà di pero che hanno dimostrato resistenza alla psylla per arrivare, attraverso la
tecnica dell’ incrocio, a migliorare la resistenza delle varietà più coltivate. Nel caso della carpocapsa saranno testati nuovi sistemi di difesa non chimici che si basano sull’
utilizzo di reti antinsetto con cui coprire la vegetazione, impedendo così l’ ingresso delle farfalle. E sempre nel campo della difesa dai parassiti, verranno studiate molecole di
origine naturale estratte da residui di lavorazioni agro-industriali, come ad esempio il pomodoro.
Anche l’irrigazione avrà il suo spazio: saranno fatte una serie di prove per ridurre gli input idrici sia in pereti giovani che in produzione, considerando diversi sesti di impianto ed i
portinnesti più utilizzati su Abate Fétel, quali MC, Sydo, Adams e MH. Infine anche la potatura sarà interessata mettendola in relazione con il sistema di allevamento, in
modo da selezionare formazioni fruttifere che garantiscano di raggiungere la maggiore uniformità di maturazione; questo permetterà di elaborare una strategia per la produzione di
frutti con un uguale grado di maturazione, migliorando così la conservabilità e lo stoccaggio, che avverrà per partite omogenee.
E proprio per migliorare la conservabilità, ultimo tassello della filiera, verranno messi a punto sistemi analitici di natura biochimica, e oggi ancora non disponibili per il pero, che
permetteranno di determinare valori soglia oltre i quali si manifesta il riscaldo superficiale. Infine, verranno confrontate diverse pratiche agronomiche per individuare quelle in grado di
sincronizzare il più possibile la maturazione del frutto sulla pianta, ottenendo anche in questo caso partite omogenee che potranno essere stoccate a tutto vantaggio della
conservabilità.
La ricerca produrrà risultati pratici e direttamente applicabili dalle aziende agricole: per questo è prevista un’intensa attività di divulgazione attraverso convegni,
seminari, web, pubblicazioni di settore. Per informazioni: Terra&Acqua Tech (Università di Ferrara: Damiano Rossi – Elena Tamburini tel. 0532 293783, 455329 – mail comunicazione@innovapero.it).
Redazione Newsfood.com + WebTV




