Patente Europea dei pizzaioli, tra fiducia e perplessità

Patente Europea dei pizzaioli, tra fiducia e perplessità

Una patente europea dei pizzaioli (Pep), che istruisca (teoria e pratica) gli aspiranti al mestiere, premiandoli poi con un attestato valido in tutta l‘Unione Europea.

Questa l’idea al vaglio dei politici della Campania ed una squadra di esperti. Secondo quanto deciso finora, il corso dovrebbe coprire 120 ore, con doppia verifica finale, teorica e pratica.

Sede della Pep dovrebbe essere Napoli, con i maestri locali pronti a dare lezioni e dimostrazioni pratiche.

Nelle intenzioni dei creatori, il corso Pep dovrebbe creare il pizzaiolo del presente, misto di maestria tradizionale e di conoscenze moderne, capace di rendere attraente sapori e profumi in
Europa ed oltre.

Meno appassionato, ma più concreto, Claudio Ospite, consigliere regionale e presidente dell’Associazione pizza margherita regina. Secondo ospite l’idea della Pep è si
interessante, ma per nulla innovativa. Attualmente, la Regione Campania offre corsi di formazione per pizzaioli (formalmente “Tecnico di servizi ristorativi): 400 ore, di cui più
di 200 tra stages sul campo e laboratori. Per essere valida, la Pep deve così proporre qualcosa di più.

Matteo Clerici

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