Partecipazione, la Cina studia il modello toscano

Il modello di partecipazione toscana non è ancora legge (il Consiglio regionale discuterà entro dicembre la proposta licenziata dalla giunta a luglio) e già è
oggetto di studio nella lontana Cina; una delegazione universitaria cinese, guidata dal professor Cai Dingjian, si è infatti incontrata oggi con l’assessore alle riforme della Toscana,
Agostino Fragai.

I professori universitari hanno chiesto dettagli sul modello di partecipazione scelto dalla giunta regionale. E domani gli stessi professori cinesi assistesteranno al Town Meeting sulla
compartecipazione alla spesa sanitaria che la Regione organizzerà al Carrara Fiere di Marina di Carrara: 150 persone sedute attorno a grandi tavoli ed altri 150 in nove sedi periferiche
(Follonica, Abbadia San Salvatore, San Marcello Pistoiese, Prato, Arezzo, Livorno, Empoli, Siena e Firenze), tutti dotati di un computer e di un telecomando, per dire in modo consapevole, dopo
essersi informati, se è giusto o meno pagare un ticket per certe prestazioni sanitarie, chi quel ticket lo dovrebbe pagare e chi no, ma anche su quali servizi le istituzioni dovrebbero
più investire.

Un confronto senza mediazioni, dalle 9.30 alle 18, con indicazioni non vincolanti ma che saranno utili alla giunta per costruire le politiche dei prossimi anni.
Al Town Meeting parteciperanno, oltre all’assessore Fragai, anche il presidente della Toscana Claudio Martini e l’assessore alla salute Enrico Rossi.
«La partecipazione – spiega l’assessore alle riforme Agostino Fragai – è un modello trasversale che si può applicare a più settori. Può riguardare le grandi
opere e i piani regolatori, ma anche le grandi scelte sociali e quindi anche la sanità. E qui in Toscana, ancora prima dell’approvazione della legge sulla partecipazione, abbiamo voluto
fare di uno degli strumenti che la democrazia partecipativa ci mette a disposizione, l’Electronic Town Meeting, una prassi consolidata ed un’occasione utile alla politica e alle istituzioni,
non certo in contraddizione ma complementare alla democrazia rappresentativa».
L’interesse della delegazione cinese riguarda soprattutto il modello teorico. Il professor Cai è il fondatore e direttore dell’Istituto di ricerche costituzionali della China University.
Lavora come ricercatore all’università di Beijing ed ha già svolto, in passato, diverse consulenze per il Congresso nazionale del Popolo.
In Europa è venuto per capire come le diverse nazioni o regioni hanno scelto di far partecipare i cittadini alle decisioni delle istituzioni. Ma nella delegazione cinese che ha
incontrato oggi l’assessore Fragai c’è anche chi ha interessi più specifici. Il dottor Qin e il dottor Zhu ad esempio, e con loro i funzionari Cao e Wu, sono particolarmente
attenti alla partecipazione dei cittadini alla pianificazione del territorio. Ed anche su questo hanno fatto domande.

Walter Fortini

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