Parmalat senza parmigianità

Parma – Nel corso di un intervento da un’ emittente televisiva, il presidente del Consorzio Agrario di Parma, avvocato Fabio Massimo Cantarelli, ha formulato alcune considerazioni su
Parmalat, l’ industria lattiera di cui in questi giorni ha diffusamente trattato la stampa in relazione al dibattimento penale iniziato avanti il Tribunale di Parma nei confronti dei
responsabili del Crac del 2003 e perché nei prossimi giorni verranno eletti i nuovi amministratori della società.

Enrico Bondi, che ha ricoperto in contemporanea il ruolo di Commissario Straordinario e di Amminitratore Delegato gestendo il passaggio in bonis di Parmalat non solo nella fase concorsuale ma
anche in quella industriale, pare si presenti anche per il prossimo triennio con la stessa squadra di amminstratori che hanno governato il colosso di Collecchio negli ultimi esercizi.

Ma se, nella precedente assemblea la sua era l’unica lista proposta, dalle indiscrezioni di stampa l’assemblea dell’otto e del nove aprile potrebbe vedere liste antagoniste puntare sul board di
Collecchio.

Dopo l’insolvenza del gruppo Parmalat, i creditori, fossero essi titolari di «obbligazioni» o di crediti commerciali sono stati «pagati» con azioni della nuova Parmalat.

«Se in una prima fase -osserva Cantarelli- azionisti di Parmalat erano di conseguenza i creditori delle principali società del Gruppo, in progressione si è
assistito ad un diffuso passaggio di mano delle azioni dagli ex creditori a soggetti finanziari» che hanno nominato Bondi amministratore della società e che anche attualmente
detengono il controllo di Parmalat.

Il rilevo del presidente del CAP attiene però ad un profilo di marketing territoriale:»L’assemblea di aprile ripropone ancora una volta un tema importante, quello del legame
fra il toponimo Parma, inteso come eccellenza alimentare di un territorio ed una marca.»

«Ma se i gruppi di controllo non sono di Parma, se non c’è un amministratore parmigiano, se a Collechio non c’è un dirigente di vertice di Parma -affonda
Cantarelli- cosa resta della parmigianità del logo Parmalat che implica inevitabilmente un legame percepito con un rinomato territorio?»

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