Parmalat, Federconsumatori: «dopo il grave danno anche la beffa!»
7 Marzo 2008
Ormai siamo abituati in Italia alle più sofisticate tecniche di difesa, soprattutto nei processi finanziari, dopo l’introduzione delle leggi-vergogna sulla riduzione dei tempi di
prescrizione, tutto fa brodo per allungare i tempi.
Non vi sono dubbi sulle responsabilità delle banche nella collocazione dei bond Parmalat e le sentenze dei giudici ce ne danno ormai ogni giorno più certezza. Ma, chiamare tutti
questi truffati a testimoniare, si pensa, a discolpa di chi è accusato nel processo Parmalat di aver messo in atto comportamenti delittuosi, che hanno causato poi il disastro, è
davvero sconcertante.
Le due gravi responsabilità vanno tenute distinte, altrimenti si confonde la realtà e si arriva a quella formula grigia del «tutti colpevoli – nessun colpevole».
Tutti coloro che hanno causato il crack Parmalat vanno processati per quei fatti.
Tutte le banche che in un secondo tempo hanno venduto ai risparmiatori i bond Parmalat, senza rispettare i regolamenti e le leggi, devono risarcire il danno.
Solo così si fa chiarezza e si evita di sollevare un problema che serve solo ad evitare le giuste condanne ai responsabili.




