Pari opportunità, sostegni concreti per conciliare famiglia e lavoro

By Redazione

Garantire l’occupazione femminile e contrastare la violenza sulle donne: questi gli assi portanti della strategia del Governo in tema di politiche per i diritti e le pari opportunità, le
misure della finanziaria 2008 cercano di conciliare le politiche per il lavoro con quelle per la famiglia, confermando gli interventi introdotti nel 2007, l’Anno Europeo per le pari
opportunità.

Per il 2008 il Fondo a disposizione è pari a 50 milioni di euro. Nello specifico gli interventi vanno a rinforzare il ruolo delle donne nel mercato del lavoro, attraverso aiuti
all’imprenditoria femminile; il Governo ha impegnato, infatti, una parte del Fondo per la finanza d’impresa per consolidare le piccole e medie imprese femminili già esistenti e, a
partire da quest’anno, per creare nuove imprese. Inoltre le imprese nel sud Italia potranno usufruire di un beneficio di 150 euro al mese se assumono personale femminile a tempo indeterminato
che rientra nella categoria «lavoratore svantaggiato», cioè che ha difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro.

Di pari passo procedono le iniziative che cercano di conciliare il lavoro con la famiglia, come il sostegno a forme di lavoro più flessibili o lo stanziamento di più risorse ai
servizi per l’infanzia e ai non autosufficienti. Queste misure sono previste dal protocollo sul Welfare, che individua un insieme di aiuti sociali per sostenere la donna nel cosiddetto
«lavoro di cura».

Continua, allo stesso modo, l’impegno nei diritti civili: la finanziaria 2008 destina 20 milioni di euro a un Fondo che ha lo scopo di contrastare la violenza sessuale e di genere; istituito
con la Finanziaria del 2007 con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro, si avvale di due strumenti che rendono più efficace la sua azione: l’Osservatorio nazionale e il Piano
d’Azione che coordina all’interno di un quadro nazionale gli interventi contro la violenza di genere. Attenzione particolare è dedicata alle donne immigrate; infatti parte del Fondo per
l’inclusione sociale degli immigrati è indirizzato ad interventi specifici per le donne costrette in condizioni di degrado sociale e abitativo.

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