Palermo, Castello di Utveggio: “Aspettando Verona: come sta il vino del Sud Italia”? Male, grazie! … e tu?

Palermo, Castello di Utveggio: “Aspettando Verona: come sta il vino del Sud Italia”? Male, grazie! … e tu?

Palermo, 2 Marzo 2011
Seconda edizione per il forum sul vino del Sud intitolato “Aspettando Verona: come sta il vino del Sud Italia?”.
Organizzato dal giornale online Cronachedigusto.it , presso il Castello Utveggio di Palermo e grazie alla disponibilità del Cerisdi, Centro Studi e Ricerche Direzionali, e all’Irvv,
Istituto Regionale Vite e Vino.
Tanti gli spunti di discussione ma in prevalenza provenienti dai questionari inviati e raccolti da Cronachedigusto.it alle aziende del comparto, riguardanti quindi cantine, enoteche e
ristorazione.
Durante la sessione mattutina è emersa la solita diatriba: chi coltiva la terra guadagna pochissimo, chi fa il vino guadagna qualcosa in più, chi lo vende al pubblico ha un bel
ricarico. La filiera non perdona, esattamente come avviene per gli altri prodotti del comparto agro-alimentare, il vino non fa eccezione.
Questa la sintesi di una mattinata di incontri, a volte anche di scontri, tra istituzioni, produttori di vino e giornalisti. Le risposte dei questionari hanno imputato alla crisi e alle leggi di
contrasto all’alcol le difficoltà del comparto, ma chi di noi, soprattutto qui in Sicilia, ha mai visto un etilometro?

Per quanto riguarda la crisi è stata fronteggiata con poche riduzioni di personale, qualche rimodulazione di prezzo e sensibili riduzioni degli investimenti, ma  complessivamente
nessuna catastrofe. E’ emerso anche che pochi produttori valorizzano la propria biodiversità ampelografica e il territorio, ma questo è un male endemico che il Sud si porta dietro
da sempre.

Si è discusso molto anche del controverso argomento “vendemmia verde”, pratica che consente agli agricoltori di usufruire dei contributi pubblici tramite eliminazione indiscriminata di
tutti i grappoli di una pianta, a patto che essi non siano ancora giunti a maturazione. A prescindere dall’utilità di tale meccanismo, come si può chiedere a chi ha coltivato la
terra, con la schiena china e i patemi d’animo causati da una natura spesso capricciosa, di uccidere i propri “figli”, frutto di così tanti sacrifici?
Le storture sicuramente ci sono e provengono sia dalle istituzioni, come in Campania dove i due produttori presenti in sala lamentavano un totale abbandono, sia dalla filiera, che come già
detto premia di più chi fatica meno.
Le slide presentate e le provocazioni dell’ideatore e conduttore dell’evento, Fabrizio Carrera, direttore di Cronachedigusto.it, sono riuscite facilmente ad accendere il dibattito.

L’inzolia, venduta in un supermercato del Nord a soli 50 centesimi a bottiglia, scoperta dal sommelier/blogger Roberto Gatti, secondo me, era però solo un singolo caso di eliminazione di
vecchie scorte di un prodotto ormai da buttare. Quel vino era infatti imbevibile, andato a male, per cui non lo considererei certamente un caso emblematico di un malessere del settore,
bensì solo una pratica commerciale scorretta che comunque ha creato un danno all’immagine della Sicilia.

Altra slide, è stata quella che ha illustrato come il pagamento a 90 giorni sia la modalità prediletta del 55% delle cantine del Sud. Vero è che al Nord lo stesso comparto
non fa registrare gli stessi ritardi, ma se si analizza la situazione delle aziende del meridione nel suo complesso, il pagamento a 90 giorni è uno standard seguito dalla maggioranza,
praticamente in tutti i comparti merceologici.

Infine, durante la mattinata, si è solo sfiorata la questione della promozione del vino e del suo territorio, mi sarebbe piaciuto veder approfondito l’argomento ed ascoltare il parere
dell’assente GDO e dei ristoratori presenti al forum. Si potrebbero sfruttare entrambe i canali, importanti punti di contatto col consumatore, per veicolare messaggi ad alto contenuto
informativo, trasportando l’acquirente dalla valutazione di un prezzo all’apprezzamento di un contenuto.
Il focus si è poi spostato sulla classe imprenditoriale del Sud, siciliana in particolare, è infatti risaputo che, nel meridione d’Italia, l’approccio al mercato è spesso
opera di improvvisazione, senza nessuna pianificazione o prospettive sul futuro, insomma non si sa fare marketing di prodotto, consentendo pertanto alla concorrenza di sorpassare storia e
territorio.

Infine, finalmente, una notizia positiva proveniente dai questionari relativi alle prospettive sul futuro, le risposte, stranamente ottimistiche, hanno dimostrato come al Sud, fors’anche solo per
campanilismo, almeno si crede in quello che si ha e in quello che si fa.
Nel pomeriggio gli argomenti si sono spostati verso ristoratori ed enoteche, sempre con le solite problematiche, in primis  il calo dei consumi ed i ricarichi sulle bottiglie effettuati
dalla ristorazione. Su quest’ultima annosa questione sembra che gli interlocutori siano tutti sordi, i ristoratori fanno orecchie da commerciante (mercante) e i produttori non hanno armi. Il
killer del problema potrebbe essere la vendita a bicchiere, ma in quei pochi casi dove è applicata, sembra che il ricarico esca dalla bottiglia per rientrare nel calice.

In conclusione, rispetto l’anno precedente, il forum non ha fatto emergere molte novità, le solite lamentele che però sono state solo in parte confermate dai numeri. Indiscutibili,
invece, i numeri che confermano il vino siciliano come tra i più apprezzati nel mondo, grazie ai profondi cambiamenti avvenuti nel comparto vitivinicolo degli ultimi 20 anni.

Questi i nomi di alcuni degli intervenuti durante i lavori: Dario Cartabellotta, Direttore IRVV, Leonardo Taschetta, della Cantina Colomba Bianca, Giuseppe Benanti, dell’omonima cantina , Attilio
Vinci, giornalista, Giancarlo Gariglio, curatore guida vini Slow Food, Samantha Di Lauro, della Cantina Settesoli, Nicola Dante Basile, di Panorama Economy, Leonardo Agueci, Presidente IRVV,
Alessio Planeta, dell’omonima cantina, Fabio Cimmino, blogger, Josè Rallo, della Cantina Donnafugata, Filippo Cesarini Sforza, della Cantina Duca di Salaparuta, Arianna Occhipinti,
dell’omonima cantina, Gigi Mangia, ristoratore e Presidente FIPE, Piero Buffa, responsabile commerciale Castellucci Miano, Giancarlo Moschetti, docente universitario, Francesco Bonfio, Presidente
associazione enoteche Vinarius, Mauro Remondino, del Corriere della Sera, Manfredi Minutelli, di Buonitalia, Nando Calaciura, giornalista.

Anche quest’anno, Fabrizio Carrera, ha voluto chiudere con la positività che lo contraddistingue, nel 2010 aveva chiuso il forum col suo manifesto dell’ottimismo ma, forse a causa della
crisi, stavolta quei suoi buoni propositi si sono ristretti, diventando un breve slogan: “IL VINO E’ ALLEGRIA”, sicuramente però un’espressione di buon auspicio, quella che così
tanta fortuna ha portato allo scomparso Mike Buongiorno.

Maurizio Artusi
Newsfood.com

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