Paddy Higgins, 16, morto per alcol. La sua foto la trovate su Facebook

Paddy Higgins, 16, morto per alcol. La sua foto la trovate su Facebook

Tutto inizia con una foto messa su Internet.

L’ immagine ritrae un gruppo di adolescenti inglesi: tutti sui 16 anni, allegri, intenti a festeggiare ed a bere, bere molto.

Tra i tanti, spicca Patrick “Paddy” Higgins (il ragazzo biondo, a torso nudo), che si diverte e si ubriaca come i suoi amici.

Paddy non lo sa, ma quella è l’ultima foto che farà da vivo: poche ore dopo, cadrà da una scogliera a precipizio sulla spiaggia, morendo.

La foto è disponibile su Facebook per volontà di John e Shireen, padre e matrigna del ragazzo, una famiglia della middle-class che ha agito così perché
“Ogni genitore dovrebbe guardare questa foto e pensare che sarebbe potuto accadere a loro: un attimo prima nostro figlio era lì, gli stavano vendendo birra e liquori, e dopo si
è ritrovato a morire in quel modo terribile”
.

Pur non negando la responsabilità del giovane (“Certo, è stata una sua scelta quella di mettersi a bere”) la famiglia di Paddy punta il dito sia sul sistema, troppo
permissivo nella vendita di alcolici a i minori, che sulla cittadina di Newquay, in Cornovaglia, luogo della fatale ubriacatura.

Newquay è una città che vive di turismo: di giorno ci si può divertire al mare, di notte andare in giro per locali.

Tra i tanti visitatori, i ragazzi come Paddy: durante il dì fanno surf poi, quando cala l’oscurità, vanno di locale in locale, bevendo, senza che nessun barista si sia mai
preoccupato di chiedere i documenti.

E l’ incidente mortale non è certo un fatto isolato: solo pochi giorni prima di Patrick, un 18enne era morto proprio allo stesso modo, mentre un terzo si era salvato solo per miracolo
dopo essere scivolato dalla scogliera.

Ora, più di 1600 persone hanno lasciato messaggi sul sito degli Higgins su Facebook, mentre 1700 si dichiarano disponibili ad aderire all’ appello “Boicotta Newquay per le vacanze
degli adolescenti”.

Ma l’obiettivo di papà John e mamma Shireen non è quella di condurre una guerra privata contro un centro della movida britannica, quanto di sensibilizzare l’ opinione
pubblica sui pericoli dell’ alcol, pericoli in cui qualunque adolescente, anche i bravi ragazzi (come Paddy, ottimo studente e promessa del rugby), può cadere: “dovremmo essere capaci
di proteggere i nostri giovani. Come ci riusciremo se siamo noi a vendergli tutte le sbornie che vogliono?”
.

E, a leggere quanto sull’ argomento riportati dal sito del Daily Mail, sembra che la loro preoccupazione sia condivisa: “I genitori devono imparare a dire no”, scrive un padre che
ha vietato alla figlia di 16 anni di andare ad una festa, mentre un’ altra internauta se la prende con la società, perché “È un errore presentare il bere come una forma
di divertimento”.

La maggior parte dei commenti è però d’ accordo con Cindy, che spera in una stretta legale sul problema-alcol, in quanto “Servire alcol ai minori è un reato: le pene
dovrebbero essere molto, molto più severe”
.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento