Ottimizzare le risorse pubbliche, serve una politica economica per l’agricoltura

Ottimizzare le risorse pubbliche, serve una politica economica per l’agricoltura

“Ottimizzare le risorse pubbliche, serve una politica economica per l’agricoltura. Non chiediamo sussidi, ma incentivi per superare l’emergenza. E’ stato fatto per tutti, perché per noi
deve essere diverso? I tempi per evitare il tracollo del settore sono i prossimi tre mesi, in cui si chiude la Finanziaria”. Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, parla
così davanti alla Commissione Agricoltura della Camera, durante l’audizione di oggi, espressamente richiesta per sottolineare il grave stato di crisi dei mercati agricoli, causato dal
dilatarsi della forbice costi-ricavi, che ormai ha assunto caratteristiche strutturali.

“Vanno inseriti nel dispositivo della Finanziaria 2010 – insiste Vecchioni – alcuni urgenti provvedimenti di natura fiscale e previdenziale per garantire crescita ed occupazione nelle
campagne”.

Le misure richieste debbono innanzitutto riguardare il Fondo di Solidarietà nazionale (250 milioni di euro, con portata retroattiva agli anni 2008-20099, la conferma delle agevolazioni
contributive per le zone svantaggiate e montane (200 milioni di euro), la riduzione del cuneo fiscale per le aree non agevolate del Centro-Nord (6 milioni di euro), la proroga delle
agevolazioni per il gasolio agricolo (48 milioni di euro), l’estensione della “Tremonti ter” alle imprese individuali per gli investimenti in macchinari e attrezzature (300 milioni di euro).

“Va poi ripristinata – prosegue il presidente di Confagricoltura – la dotazione per finanziare i contratti di filiera. Sono oltre 400 milioni di euro non più disponibili per le aree
sottoutilizzate e indispensabili per rilanciare lo sviluppo agricolo e rurale. In totale si tratta di circa 1.200 milioni di euro, la cui copertura può essere garantita dai residui in
conto capitale accertati dalla ragioneria generale dello Stato per il Mipaf al 2009”.

Accanto a questi interventi urgenti occorre agire per l’alleggerimento della burocrazia sugli adempimenti e sulla razionalizzazione della spesa pubblica (le sole spese di funzionamento di Agea,
dopo la riforma dell’Aima sono passate dagli equivalenti 86 milioni di euro l’anno del 1996 ai 245 milioni della media 2004-2008).

Per quanto riguarda l’Unione europea vanno trovati strumenti nuovi, come un fondo anticrisi, finanziato con risorse comunitarie e cofinanziato dagli Stati membri. Mentre vanno confermate, dopo
il 2013, le risorse assegnate al settore. “Riguardo alla programmazione degli interventi di sviluppo rurale – ha sottolineato Vecchioni – la lentezza della spesa ha fatto sì che al
giugno 2009 ci siano quasi 800 milioni di euro l’anno non spesi sui primi due anni di programmazione”.

“L’agricoltura ha bisogno di interventi, subito in Finanziaria. Non si possono aspettare gli effetti dello scudo fiscale – ricorda il presidente di Confagricoltura -. Ho scritto in merito una
lettera al premier, Berlusconi, ed ho chiesto anche un’audizione alla commissione Agricoltura del Senato. Il mercato lattiero caseario è in una crisi totale e di certo un accordo sul
prezzo del latte sarebbe un segnale di grande responsabilità, ma le campagne soffrono anche per la pesante situazione dei mercati di cereali, ortofrutta, vino, dell’olivicoltura e di
alcuni comparti zootecnici, come quello suinicolo. Bisogna intervenire in modo rapido e mirato”.

“Noi siamo ancora convinti che la politica possa risolvere i problemi dei cittadini e quindi anche degli imprenditori – termina Vecchioni – ma Confagricoltura non si preclude la strada della
mobilitazione per portare all’attenzione del Paese le istanze del settore agricolo, che vive un periodo di elevata tensione e un livello di preoccupazione totalmente giustificati”.

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