Ostillio in Consiglio su terme Santa Cesarea
4 Dicembre 2007
Le Terme di Santa Cesarea all’attenzione del governo regionale, gli assessori Ostillio (Turismo) e Frisullo (Sviluppo economico) presenteranno in Giunta entro il prossimo gennaio un atto di
indirizzo finalizzato a delineare le prospettive future del complesso termale salentino, nonché il ruolo della Regione Puglia e degli Enti locali nelle attività gestionali.
E’ quanto emerso oggi in Consiglio regionale in seguito della risposta in aula dell’assessore Ostillio a un’interrogazione dell’opposizione (Baldassarre, Palese e Vadrucci) sulla gestione della
Società Terme di Santa Cesarea. L’opposizione – per bocca di Palese – ha espresso apprezzamento per il piano ipotizzato da Ostillio. Nella sua relazione, l’assessore ha lodato lo sforzo
degli amministratori, del managment e del personale, che negli anni “ha consentito di mantenere l’equilibrio di bilancio e dei conti delle terme, ma che – alla luce del basso sviluppo del
mercato turistico dell’area – ha anche evidenziato la necessità di procedere affinché il progetto di recupero e sviluppo avviato da tempo con finanziamenti pubblici sia
adeguatamente supportato, affiancando idonei soggetti specializzati che, eventuialemente, concorrano agli interventi di ristrutturazione (o al loro completamento) e, soprattutto, alla gestione
operativa commerciale delle terme- Non appare ragionevole infatti ipotizzare -, ha spiegato Ostillio – che la Regione, direttamente o attraverso suoi enti strumentali, possa mantenere assieme
alla quota di capitale azionario partecipato anche l’onere della gestione dei complessi ristrutturati, successivamente al completamento del previsto progetto di investimento in corso, la cui
scadenza è fissata al 2008” La Regione, secondo Ostillio, dovrà intervenire su tre direttrici: sostenere finanziariamente il complesso ed ambizioso progetto di recupero e
riqualificazione; eventualmente fissare, con criteri di trasparenza ed obiettività, opportune procedure atte ad assicurare la selezione di uno o più partner specialistici nel
settore del termalismo che affianchino lo sviluppo del progetto e, al momento opportuno, ne assumano la gestione operativa e commerciale; e, infine, massimizzare il ritorno complessivo del
progetto di investimento per il territorio e per la stessa Regione, a seguito di una sua possibile uscita dal capitale della Terme S. Cesarea SpA, non solo in termini economici ma di
visibilità, sostenibilità, ricaduta occupazionale e sul PIL locale dell’intera operazione. Secondo le linee guida dell’assessore Ostillio, “l’individuazione di partner gestionali
specializzati nel business termale, sia sociale che destinato alla cura personale, dovrà rispettare alcuni parametri adeguati: un Know-how consolidato di settore, supportato da opportune
referenze gestionali e commerciali, avendo anche possibilità di ingresso nei grandi network nazionali e internazionali e quindi forza di promocommercializzazione ed elevata
capacità di penetrazione, soprattutto sui mercati di provenienza dei flussi turistici, più ricchi e distanti dalla Puglia; risorse finanziarie (presumibilmente in forma di aumento
di capitale e/o prestito soci a lungo termine) per la realizzazione ed il rafforzamento dello stesso progetto, in modo da scaricare la stessa Regione Puglia dall’onere finanziario di sostenere
integralmente la componente ‘mezzi propri’ del citato programma di sviluppo. Mentre la definizione di un adeguato sistema di ‘corporate governance’, a fronte dell’impegno finanziario e
gestionale che verrebbe assunto dal partner privato nello sviluppo del progetto, potrebbe assicurare il mantenimento in mani pubbliche di una ‘golden share’ sulle più rilevanti decisioni
aziendali. ad esempio aumenti di capitale, dismissione o acquisto di asset aziendali, assunzione di finanziamenti oltre una certa soglia ecc”. “E’ evidente – ha sottolineato Ostillio – che
l’ipotesi tracciata va ancora discussa e concertata.
Ma non vi è dubbio che sia l’unica ragionevole e credibile, rispetto ad altre fantasiose e pretenziose anche di recente messe in campo da soggetti pubblici locali, spesso non supportate
dalle idonee capacità tecnico-finanziarie, oggi necessarie per vincere la sfida”.In riferimento ad un’altra interrogazione che aveva per oggetto le terme di Santa Cesare, Ostillio ha
rimarcato l’infondatezza della polemica sollevata su una presunta mancata assunzione di personale precario da parte delle Terme SpA, a seguito di apposito accordo intervenuto con le OO.SS. “I
nove dipendenti – ha chiarito l’assessore al Turismo – hanno preso servizio regolarmente con contratto a tempo indeterminato, a fine febbraio di quest’anno, in quanto ritenuti necessari dalla
SpA per lo svolgimento delle attività aziendali. Facciamo riferimento a lavoratori precari – impiegati in uffici o come manutentori – e non già stagionali che, attese le
caratteristiche della domanda, continuano ad essere indispensabili in un mercato complessivo che vede a Santa Cesarea picchi di presenze -(pari al 60 % dell’intero anno – nei soli mesi di
settembre ed ottobre”.





