Oltre 2/3 degli italiani dichiarano di aver modificato i propri comportamenti di spesa a seguito della recessione

Oltre 2/3 degli italiani dichiarano di aver modificato i propri comportamenti di spesa a seguito della recessione

Si è tenuto ieri a Milano l’incontro In-store & Consumer Forum, il primo appuntamento di Business Internationalrivolto al mondo della produzione e della distribuzione, con
l’obiettivo di individuare le leve per superare gli effetti della crisi sulla performance del punto vendita

Sono intervenuti Enrico Pozzoli di Accenture, Marco Guadagnino di ADT Fire & Security, Alessandro Magistroni di Banca Sara, Stefan Ferretti di
Carlsberg Breweries, Monica Gagliardi di Coin, Valerio Di Bussolo di IKEA Italia Retail,Luca Boselli di Lidl, Peter Hefti di Molteni & C., Simone
Nucci di Nielsen Italia, Natalie Kouzeleas di Oracle,Alessandro Brun del Politecnico di Milano, Maria Elena Anselmetti di Retalix, Maurizio Costa di
Skeye, Marco Pirolidi Thun, Luca Pellegrini dell’Università IULM, con la moderazione di Armando Garosci, giornalista di Largo Consumo.

In apertura, un focus proprio sul consumatore, “the king”. Simone Nucci di Nielsen Italia ha presentato, attraverso i risultati di un’indagine recentemente effettuata, lo scenario che
si sta delineando nei modelli di consumo.

I consumatori risultano meno incerti sul loro futuro, sebbene la disoccupazione rimanga la prima preoccupazione e solo il26% della popolazione globale ritiene di poter uscire dalla crisi
entro i prossimi 12 mesi. 

In seguito alla recessione, oltre 2/3 degli italiani dichiarano di aver modificato i propri comportamenti di spesa, con qualche vantaggio per la distribuzione di prodotti largo consumo:
il 72% degli intervistati sostiene di spendere meno per nuovi abiti; il 65% di aver tagliato out-of-home entertainment; il 46% cerca di risparmiare sulle bollette;
il 42% rinvia “upgrading” della tecnologia; il 39% risparmia sulle vacanze; il 15% sulla spesa di tutti i giorni.
Persiste l’attenzione al prezzo, tendenza che trova conferma anche nell’aumento dell’acquisto in promozione e nel maggior ricorso al canale discount che continua ad essere il format più
dinamico.

Fondamentale conquistare la fiducia del consumatore data la “evidente correlazione tra l’indice di fiducia e la propensione al consumi (Maggiore fiducia = Incremento dei consumi)”. 

Su questo si è espresso anche Enrico Pozzoli, Senior Executive di Accenture: “Nel corso degli ultimi anni – è intervenuto Pozzoli – si è registrata una
discesa molto rapida della fedeltà del consumatore alla marca. Contemporaneamente sono aumentati gli acquisti d’impulso e la velocità con cui il consumatore prende le sue decisioni.
Accenture ha avviato un network globale di centri d’innovazione per il cliente, l’Accenture Customer Innovation Network, uno dei quali con sede a Milano, proponendosi come partner delle aziende
nella definizione e nell’esecuzione di strategie CRM. Nel centro infatti Accenture offre la possibilità di sperimentare nuove modalità di coinvolgimento del cliente, aiutando le
aziende a comprendere meglio le esigenze del consumatore e creare un rapporto sempre più personalizzato con lui”.

I dibattiti scaturiti nel corso delle Tavole Rotonde hanno sottolineato la fiducia da parte del consumatore quale fattore critico di successo, la necessità di rivedere
l’organizzazione di persone, costi e risorse finanziarie per migliorare la gestione del rapporto con il cliente, anche attraverso nuove tecnologie e strumenti innovativi, l’importanza di
un’efficace collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, sia all’interno dell’azienda, sia lungo la filiera.

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