Olio d'oliva: “no” della Cia Puglia alla beffa Ue sull'etichettatura d'origine

Stato di agitazione della Cia Puglia contro la procedura d’infrazione che la Commissione europea ha avviato nei confronti dell’Italia, «è assurda e inaudita -dichiara il presidente
regionale della Cia Antonio Barile- la messa in mora della Commissionee contro l’obbligo, imposto dall’Italia, di indicare l’origine in etichetta per l’olio di oliva.

È da anni che stiamo conducendo una battaglia contro le truffe messe in campo nel settore dell’olio di oliva e questa posizione assunta dalla Commissione europea ha il sapore della beffa
e non che ‘tutelare’ gli interessi delle multinazionali dell’olio».

Come si ricorderà nei mesi scorsi era stato il ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro a varare un decreto sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza e l’origine
dell’olio. La messa in mora della Commissione Europea di certo vanifica tutte le battaglie condotte negli anni.

«Non possiamo accettare -continua Barile -che l’olio extracomunitario venga immesso, attraverso il transito in alcuni paesi comunitari, sul mercato comune e venduto come italiano a pressi
più bassi. Il procedimento di infrazione sulla etichettatura impedisce la trasparenza e non fa che agevolare le lobby che contrastano gli interessi generali dei cittadini consumatori.
Tutto ciò è in contrasto con la tutela del prodotto e con la garanzia di qualità dell’olio di oliva pugliese e italiano. La sicurezza alimentare deve essere l’obiettivo
prioritario da garantire per tutti i cittadini. Dunque, annuncio -conclude il presidente della Cia Puglia – lo stato di mobilitazione degli olivicoltori pugliesi, quelli onesti e da sempre
impegnati a garantire tipicità e qualità, verso la decisione della Commissione europea. Nel prossimi giorni gli agricoltori faranno sentire la loro voce per far sì che la
battaglia condotta in questi anni possa vedere riconosciuti gli interessi degli olivicoltori e dei consumatori».

Leggi Anche
Scrivi un commento