Olio d'oliva: con l'indicazione d'origine si garantiscono consumatori e produttori
5 Febbraio 2008
L’indicazione d’origine sull’etichettatura dell’olio d’oliva è un elemento fondamentale per tutelare e valorizzare il «made in Italy» dalle contraffazioni e dall’assalto
dell’agropirateria, rappresenta, nello stesso tempo, la risposta ferma alle esigenze dei consumatori che chiedono trasparenza e qualità.
E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’emanazione del decreto attuativo sull’obbligo di indicare la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed
extravergine che sarà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di un decreto che -sostiene la Cia- darà maggiore forza all’azione che sta conducendo il nostro Paese in Europa, dove la Commissione esecutiva giudica il provvedimento in
contrasto con il regime della concorrenza. Una posizione che, tuttavia, sembra assumere in questi ultimi giorni contorni meno rigidi, visto che sta emergendo una maggiore sensibilità
verso la qualità dei cibi, la tutela della salute, la trasparenza nei confronti dei consumatori.
Il decreto -rileva la Cia- va, quindi, nella direzione giusta. Con il provvedimento, insomma, si giunge ad una completa trasparenza, garantendo sia i consumatori che i produttori che in questo
modo possono essere più tutelati.
Il nostro Paese -afferma la Cia- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 500.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due terzi delle
quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro.
La Cia, infine, auspica che l’attuazione di tale decreto sia semplificata al massimo, proprio per permettere ai produttori di operare nella certezza e senza impedimenti di carattere
amministrativo e burocratico che possono rilevarsi dannosi.





