Olio toscano: una “task force” per uscire dalla crisi

Rinnovare gli oliveti puntando sulle varietà locali e un abbattimento dei costi di produzione, oltre a costruire un piano integrato che interessi l’intera filiera, istituzioni comprese,
per il rilancio dell’olivicoltura toscana, sono alcune fra le priorità indicate dalla Cia Toscana per far uscire dalla crisi l’olivicoltura toscana.

Un settore che nell’annata 2007 ha subito perdite medie di produzione del 40 per cento, ma con punte del 60-70 per cento in alcuni territori. «Le province facciano subito una verifica
tecnica sull’attribuzione alle avversità atmosferiche del calo di produzione che si è verificato; ai produttori occorre dare una risposta urgente in un senso o in altro», ha
dichiarato Alessandro Del Carlo, della presidenza regionale della Cia Toscana, intervenendo alla riunione del tavolo di filiera convocato dall’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni.

«I costi di produzione sono la grande priorità dell’olivicoltura toscana -ha aggiunto Del Carlo- è necessario, quindi, orientare con intelligenza le risorse del Piano di
Sviluppo Rurale per l’ammodernamento delle attrezzature finalizzate alla riduzione dei costi>>. Inoltre, ha aggiunto Del Carlo: «bisogna incentivare l’innovazione degli impianti
olivicoli, pur conservando le varietà tipiche della toscana, per dare una possibilità concreta alla modernizzazione dell’intero settore».

L’olivicoltura in Toscana non è solo economia, lavoro e fonte di reddito per tante aziende della regione, ma è anche un aspetto che caratterizza il paesaggio e l’ambiente,
è una tipicità forte, insomma, e parte integrante della cultura e delle tradizioni della regione.

«Occorre costruire -ha affermato Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana- un piano integrato e coordinato d’intervento per il rilancio dell’olivicoltura toscana; un piano capace
di sostenere le imprese agricole nell’innovazione tecnologica, mentre serve una efficace politica di promozione che guardi sia ai mercati che alla educazione alimentare». Ma per il
presidente Pascucci è necessario agire in tempi rapidi: «un impegno forte verso la produzione olivicola toscana -ha detto- si giustifica maggiormente con dell’entrata in vigore del
decreto sulla cosiddetta ‘etichetta trasparente’ che dia più tutela alla produzione nazionale contro le contraffazioni».

Mentre sul versante delle normative, è opportuno impegnare -ha sottolineato la Cia- il ministero delle Politiche Agricole per una revisione della Ocm che, attualmente, non permette il
potenziamento e lo sviluppo della produzione olivicoltura.

La Cia Toscana ha chiesto che il tavolo di filiera sia la sede nella quale si formino gli orientamenti, con il contributo di tutti i soggetti della rappresentanza del settore, al fine di
determinare una strategia di rilancio del settore e di sostegno al mondo della produzione.

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