Olio di oliva: Intervista al presidente di Onaoo, Lucio Carli

Olio di oliva: Intervista al presidente di Onaoo, Lucio Carli

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Quali sono gli obiettivi formativi e di ricerca di ONAOO?

Da sempre la Mission di ONAOO è stata quella di insegnare l’arte dell’assaggio dell’olio di oliva affinché ogni individuo sappia utilizzare al meglio le proprie capacità di valutazione organolettica del prodotto e diventi così lui stesso il primo valutatore della qualità di un olio da olive. Per raggiungere tale scopo ONAOO ha messo a sistema una metodologia di approccio al prodotto e alla sua valutazione sensoriale molto obiettiva, libera da pregiudizi di origine, ma fortemente basata sulla trasformazione dell’arte dell’assaggio in una vera e propria scienza. Dai nostri Padri Fondatori ad oggi l’alta professionalità è stato il dogma di ONAOO. Oggi più che mai vogliamo lavorare a stretto contatto con i maggiori esperti a livello internazionale per essere noi centro di sapere e conoscenza e avere il giusto approccio per un continuo miglioramento qualitativo di questo straordinario prodotto.

Vi è in programma di creare una vera e propria rete di docenti e filiali in Italia e/o all’estero?

Come dicevamo prima la sete di conoscenza ci spinge a voler collaborare con tutti i più grandi esperti del prodotto o anche con coloro che esprimo un loro concetto nuovo la cui elaborazione possa far nascere un percorso nuovo. E’ solo dal confronto e dalla divulgazione della conoscenza che l’uomo può contribuire ad una vera e reale crescita del pianeta.

Come ONAOO sceglie i docenti?

Un docente ONAOO deve essere un profondo conoscitore della sua professionalità e deve aver appreso come quella sua preparazione possa essere utilizzata sull’olio di oliva. Ovviamente abbiamo poi esperti del prodotto che hanno dedicato la loro vita alla ricerca sull’olio da olive e sono le persone più preziose.

Come si riconosce un olio di qualità?

La qualità di un olio si riconosce facendo tutto il percorso formativo che ONAOO ha creato in questi anni. E’ ovvio che non si smette mai di imparare e, anche per noi che ci confrontiamo ogni giorno con il prodotto, c’è sempre qualcosa di nuovo. Ogni annata olearia, poi, è diversa dalle altre ed ecco che è molto importante non smettere mai di lavorare.

Qual è l’impegno di ONAOO per difendere la qualità dell’olio Italiano?

Anche se noi parliamo di oli di tutto il mondo conosciamo l’incredibile biodiversità di prodotto che vi è in Italia: avere più di 40 DOP è straordinario, purtroppo nessuno le conosce, le cerca e le apprezza, rappresentano meno del 3% dei consumi italiani. E’ un altro approccio rispetto ai vini.

La formazione dalla “firma italiana” di nuovi assaggiatori all’estero, può contribuire a mantenere il primato di eccellenza dell’olio evo italiano?

In questi anni ci siamo fatti superare da tanti altri Paesi nella produzione. Nei nostri centri di assaggio arrivano oli ottimi da tutte le parti del mondo, anche se sono piccole produzioni, ma tutti vogliono migliorare e dimostrare che hanno fatto meglio dell’anno prima. Comunque, dobbiamo ricordare sempre che, grazie ai marchi italiani è nata la conoscenza dell’olio nel mondo. Qui, ad Imperia, tra le 2 guerre, infinite aziende inviavano il loro prodotto in quei luoghi ove erano andati gli emigrati italiani, i quali volevano consumare il nostro olio di oliva anche in quelle terre. Quindi dall’alta Mesopotamia nel 4500 A.C, passando per la Grecia poi per l’Italia per attraversare le Colonne d’Ercole e raggiungere tutti gli altri continenti, il viaggio dell’olivo è stato straordinario. Oggi a noi rimane una produzione dal più alto numero di cultivar e da infiniti profili organolettici, ma soprattutto ci rimane un khow how altissimo non paragonabile a nessun altro Paese. Questo è qualcosa da far crescere, infatti non possiamo accettare che altri Paesi abbiano appreso da noi e poi divulghino come fosse loro ciò che è di nostra competenza. L’arte dell’assaggio dell’olio di oliva, oggi, divenuta scienza è nata qui in Italia e qui deve restare nonchè crescere con il contributo di tutti.

Redazione Newsfood.com

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