Oggi si vota la fiducia al dl sicurezza

By Redazione

“A questo punto il governo ritiene che debba essere assicurata la coerenza complessiva del provvedimento che il governo ha concordato con la sua maggioranza”, così, dopo le dichiarazioni
contrarie dei giorni scorsi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha annunciato al decisione di porre la fiducia sul dl sicurezza, in discussione in Senato.

Chiti ha ribadito che il Governo avrebbe preferito “portare avanti il confronto” con la maggioranza è l’opposizione, ma le discussioni di ieri non hanno permesso di continuare in quella
direzione: “Su questo tema avremmo voluto un confronto aperto e costruttivo e anche un’ampia convergenza fra maggioranza ed opposizione – ha spiegato il ministro – Non è stato possibile.
Si è visto concretamente anche dallo svolgersi ieri dei lavori d’aula e del clima in commissione di concludere e nominare un relatore”.

“Il decreto deve essere ancora esaminato dalla Camera, dov’è in corso la sessione di bilancio e per questi motivi noi abbiamo il dovere, e intendiamo esercitarlo, di assumerci la
responsabilità di governo in un tema tanto delicato. Per questo pongo la questione di fiducia sul provvedimento”, ha concluso Chiti.
Dopo Chiti, è intervenuta la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, per mettere i puntini sulle ‘i’, ribadendo che la fiducia è stata una scelta obbligata a causa
“dell’ostruzionismo dell’opposizione” e che la maggioranza è unita: “Il testo su cui è stata posta la fiducia è quello del governo, come emendato con parere favorevole del
governo”, ha spiegato. “E non capisco come l’ostruzionismo dell’opposizione si concili con la voglia di garantire la sicurezza dei cittadini”, ha aggiunto la Finocchiaro, sottolineando che
“oggi continuano a risultare votanti due senatori dell’opposizione che non sono presenti in Aula”.
Alle parole della Finocchiaro è prontamente arrivata la risposta del presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani: “Non ci siamo mai sottratti al voto. La verità
è che la maggioranza ha troppe spaccature al suo interno – ha tuonato – Un governo con una maggioranza dilaniata pone la fiducia contro pezzi della stessa maggioranza che si rifiutavano
di votare parti del decreto”.

Al termine della conferenza dei capigruppo, comunque, il senatore dell’Udeur, Tommaso Barbato, ha illustrato il programma della giornata: “Abbiamo deciso di iniziare alle 15 con la discussione
generale, dando 4 ore a tutti i gruppi. Verso le 19,30 iniziano le dichiarazioni di voto e si presume che verso le 21,30-22 si svolgerà il voto di fiducia, al quale seguirà il
voto finale sul provvedimento”.

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