Dl sicurezza: Governo battuto due volte in Senato

By Redazione

Questa mattina in Senato, dov’è in discussione il pacchetto sicurezza, il Governo è stato battuto due volte: la prima sulla richiesta di sospensione della seduta e la seconda
sulla modalità di voto degli emendamenti, con 156 voti contrari e 154 favorevoli, infatti, Palazzo madama ha detto no alla sospensiva richiesta dall’esecutivo e da Enzo Bianco, mentre la
situazione si è ribaltata sulla proposta di Nitto Palma (Fi) di procedere al voto per parti separate del primo emendamento al decreto sulle espulsione dei cittadini comunitari, su cui il
Governo aveva espresso parere contrario: i sì, in questo caso, sono stati 154 ed i no 156, perché Domenico Fisichella ed Helga Thaler (Aut) hanno votato con la Cdl.

Il problema, inoltre, è nato anche per l’assenza in aula dei senatori a vita, dei quali era presente solo Rita Levi Montalcini.
Dopo l’approvazione quasi bipartisan (293 sì, 6 no e 3 astenuti) della modifica che prevede che gli stranieri comunitari debbano dimostrare di avere una disponibilità economica
proveniente da “fonti lecite e dimostrabili”, il Governo ha convocato una riunione urgente della maggioranza per decidere il da farsi e cercare una nuova strategia.
Durante l’incontro, cui hanno preso parte anche Amato, Mastella e D’Andrea, è stato deciso di non porre la fiducia al dl sicurezza. Lo hanno annunciato il Guardasigilli ed il ministro
per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti: “Il governo è forte e unito” ha assicurato Mastella, ribadendo che “reggerà”.
Analoghe le parole di Chiti, che ha spiegato che c’è “una condivisione politica sul decreto”: “La questione politica non esiste e quindi non c’è nessun voto di fiducia”, ha
dichiarato.
“Sulle questioni numeriche – ha aggiunto Chiti – vediamo. La maggioranza è compatta, ma sui numeri dobbiamo vedere”.

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