Oggi al via Vinitaly-Cibus Russia 2008

Con Vinitaly-Cibus Russia 2008 l’Industria Alimentare Italiana porta, oggi e domani a Mosca e Mercoledì a San Pietroburgo, l’eccellenza del mangiare e del bere Made in Italy.

Insieme a Veronafiere e a Fiere di Parma, Federalimentare e Federvini hanno dato vita alla terza edizione della manifestazione fieristica divenuta ormai un appuntamento da non perdere per gli
addetti ai lavori, i buyers ed i giornalisti che si occupano del settore enogastronomico in Russia .

Oggi arriverà a Mosca anche il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia che dopo aver visitato lo stabilimento Inalca (gruppo Cremonini), incontrerà gli
importatori russi e gli espositori italiani presenti in fiera.

Vinitaly-Cibus Russia 2008 si è aperto alla presenza , tra gli altri, del Consigliere Incaricato Luigi Scordamaglia e del Direttore Generale di Federalimentare Daniele Rossi.

«Quest’anno» afferma Scordamaglia, «l’Industria Alimentare Italiana ha esportato in Russia prodotti per 285 milioni di euro mettendo a segno un
17,6% rispetto al 2006. Tuttavia c’è ancora molto da fare: il mercato Russo infatti rappresenta ancora meno del 2% delle esportazioni totali della nostra industria alimentare (che
complessivamente ha esportato nel 2007 prodotti per ben 18 mila milioni di euro, 7,2% rispetto al 2006). «La Russia rappresenta un«enorme opportunità per l«Industria
Alimentare Italiana in virtù della crescita economica esplosiva e del crescente apprezzamento per il vero Italian food da parte di una popolazione sempre più competente ed
esigente.
E» necessario potenziare ulteriormente iniziative come Vinitaly-Cibus e fare in modo che le Istituzioni preposte (Ice, Buonitalia, Commercio Estero e Ambasciate) facciano sempre
più sistema a sostegno delle aziende per un mercato assolutamente strategico e dalle enormi potenzialità.«

I 5 prodotti italiani che maggiormente solleticano il palato dei russi sono:

1. i vini (con quasi 100 milioni di euro di esportazioni, il 34,5% del totale)
2. i dolci (con 47,8 milioni di euro di esportazioni, il 16,8% del totale)
3. i prodotti vegetali trasformati (con oltre 25 milioni di euro di esportazioni, il 9% del totale)
4. il caffè (con 20,4 milioni di euro di esportazioni, il 7,2 % del totale)
5. la pasta (con 20,3 milioni di euro di esportazioni, il 7,1 del totale)

Da segnalare inoltre i risultati ottenuti da oli e grassi (14,8 milioni di euro), latte e formaggi (11,9 milioni di euro) e carni preparate (9,3 milioni di euro).
La Russia rappresenta in particolar modo per il settore dei salumi un mercato molto promettente, sul quale si è registrato nei dodici mesi del 2007 un incremento delle esportazioni del
51,4%.
Una crescita sostenuta è prevista anche per i prossimi anni, una volta che saranno definitivamente superati alcuni ostacoli burocratici ancora in essere.

Federalimentare confida che l’immagine e la qualità del Made in Italy unitamente alla collaborazione istituzionale del Governo Italiano, per superare soprattutto gli ostacoli non
tariffari, possano espandere la presenza italiana non solo dei prodotti ma anche delle nostre imprese sul territorio russo.

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