L’uva della giovinezza… in pillole

L’uva della giovinezza… in pillole

Uno dei nemici naturali più accaniti dell’invecchiamento è il resveratrolo, anti ossidante presente del vino (vino che, tra l’altro è in grado di prevenire malattie
cardiovascolari, difendere da patologie tumorali e contrastare l’Alzheimer; sempre se bevuto in modica quantità, naturalmente).

Il più grande difetto di tale sostanza, finora, era nel dosaggio: affinché il resveratrolo faccia effetto, infatti, è necessario assumerne una quantità
rilevante.

Ora tale difetto è stato superato, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi del Consiglio superiore di ricerche scientifiche spagnolo (Csic).

I ricercatori iberici hanno lavorato 10 anni sull’uva, le cui proprietà benefiche sono note fin dall’antichità, arrivando a creare una capsula rossa, commercializzata come
integratore alimentare dai laboratori Actafarma.

Il segreto di tale pillola è il “vecchio” resveratrolo trattato in modo da superare il problema della quantità: tale sostanza è 2000 volte più potente di quella
presente in natura, poiché l’uva “produttrice” è stata sottoposta ad un trattamento a base di raggi ultravioletti: “Nel sentirsi aggredita, l’uva produce resveratrolo, una sostanza
difensiva che attiva le sirtuine, proteine collegate al ritardo dell’invecchiamento nota, popolarmente come il gene della longevità”, come ha spiegato Manuel Espin, uno degli studiosi
coinvolti nel progetto. Il risultato di tali operazioni è una pastiglia in grado di dare gli stessi benefici per la salute che sarebbero possibili con 45 chili d’uva o 45 litri di vino
rosso.

Indubbiamente, il lavoro degli scienziati spagnoli offre prospettive interessanti per la difesa del corpo dagli attacchi dell’età, ma gli esperti ricordano che la salute, è un
settore complesso dove hanno peso numerose variabili (età, malattie, esperienze precedenti):, in altre parole, la pillola anti-età deve essere personalizzata.

Matteo Clerici

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