OBESITÀ, COVID E PREVENZIONE PER IL LAVORATORE FRAGILE

OBESITÀ, COVID E PREVENZIONE PER IL LAVORATORE FRAGILE

OBESITÀ, COVID E PREVENZIONE PER IL LAVORATORE FRAGILE

Un’indagine in Italia analizza l’indice di massa corporea (BMI) dei lavoratori suddivisi per mansione

Un recente studio della World Obesity Federation (Wof), rappresentato da scienziati, medici e ricercatori di oltre 50 associazioni del settore, ha mostrato che i tassi di mortalità per Covid-19 sono 10 volte più alti dove almeno il 50% della popolazione è in sovrappeso. E le cattive abitudini alimentari, confermava l’INAIL già dal 2016, possono generare una perdita di quasi 97 milioni di giorni lavorativi all’anno. Quanti sono i lavoratori in eccesso ponderale in Italia? Può l’emergenza sanitaria, con l’introduzione massiccia del lavoro agile (smart working), contribuire ad accentuare i fenomeni legati al sovrappeso e all’obesità?

A far luce sul fenomeno ci pensa una ricerca dell’Osservatorio Rischio Alimentazione O.R.A, fondato dalla sociologa aziendale e divulgatrice scientifica Eleonora Buratti e da Carlo Giolo, Safety Welfare trainer, sulle abitudini alimentari e gli stili di vita dei lavoratori suddivisi per mansione.

Eleonora Buratti

“Lo stretto legame che intercorre tra abitudini alimentari e lavoro è noto fin dai tempi di Ippocrate.” Svela Eleonora Buratti.

“E già nel 2005 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) evidenziava quanto l’accesso a un’alimentazione sana, per i lavoratori, sia tanto importante quanto la protezione da agenti chimici o da rumore eccessivo.

E una buona alimentazione giova soprattutto al benessere, favorisce il clima aziendale e può incidere sulla riduzione di infortuni e malattie professionali.”

La centralità degli stili di vita, nel dibattito sulle modalità di ritorno al Benessere, è ormai condivisa. Qual è il ruolo dello smart working?

Carlo Giolo

“L’andamento negli ultimi anni della Healthspan, ossia della durata della vita in salute, mette in evidenza che entro il 2030, il 35% dei lavoratori con più di 50 anni soffrirà di sindrome metabolica, con ingenti costi diretti e indiretti per le aziende 4.0.” spiega Carlo Giolo.

“Ed è proprio nella quarta rivoluzione industriale, in seguito allo stato d’emergenza sanitaria e all’introduzione massiccia dello smart working che è cresciuta l’attenzione per la figura del lavoratore fragile.”

Chi è il lavoratore fragile?

“È quel lavoratore con più di 55 anni e con malattie croniche, patologie cardiache, diabete, malattie metaboliche, ipertensione arteriosa o patologie oncologiche, o altro. Alla luce degli ultimi dati, è in sostanza quel lavoratore che potrebbe risentire di una più elevata incidenza di complicazioni più gravi in caso  di contagio dal nuovo coronavirus.”

 

In base ai risultati della vostra ricerca, esistono mansioni lavorative più obesogeniche rispetto ad altre?

“Nell’ultimo triennio” spiega Buratti, “abbiamo somministrato il nostro questionario WorkFood a circa 2.500 lavoratori suddivisi tra impiegati, operai del settore chimico e metalmeccanico, autotrasportatori, operatori ecologici e operatori sanitari di aziende pubbliche e private collocate in diverse regioni d’Italia.

Al primo posto tra i lavoratori con maggior eccesso ponderale si trovano gli operatori ecologici (18% obesi, 45% in sovrappeso) poi, seguono gli autotrasportatori (17% obesi, 42% in sovrappeso), gli operai del settore chimico e metalmeccanico (12% obesi, 39% in sovrappeso), gli operatori sanitari (19% obesi, 25% in sovrappeso) e per ultimi gli impiegati (10% obesi, 33% in sovrappeso).”

 

Osservatorio O.R.A. Eccesso ponderale (sovrappeso e obesità) dei Lavoratori nel triennio 2018 – 2020 suddiviso per mansione

“Un quadro sicuramente critico che lascia presagire un peggioramento nei prossimi anni se pensiamo al nuovo lavoratore alla luce della diffusione dello smart working che tende a favorire sedentarietà e assenza di movimento. Condizione che renderà necessari interventi sulle abitudini e gli stili di vita dei lavoratori” spiega Eleonora Buratti, “e investimenti mirati in azioni di Welfare che abbiano tra gli obiettivi l’introduzione in azienda di strategie volte a creare una cultura della prevenzione cosiddetta primaria, e a ridurre la percentuale di lavoratori fragili.

Questo porterà a un miglioramento del benessere psicofisico in ambito aziendale e a una riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.”

 

Info e approfondimenti:

dott. Carlo Giolo
Safety&Welfare Trainer

 

Studio Lenny&Carl – Risorse Umane in Salute

Rovigo – Bologna
ufficio 0425 1683194

cell. 329 4056558

 

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

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