Nucleare, ADUC: Berlusconi passi dal decisionismo alla decisione

 

Roma – Accordi con la Francia per la costruzione di 4 centrali nucleari entro il 2025? I tempi sono lunghi, chi vivra’ vedra’. Intanto, per verificare le reali intenzioni del
Governo italiano si dovrebbe procedere ad una verifica, quella, cioe’, della individuazione di un sito dove allocare le scorie radioattive. Nel 2003 si era individuato un sito nel
comune di Scanzano Jonico (Basilicata) che offriva le necessarie garanzie ma la popolazione locale si ribello’, la Giunta regionale (centro-destra) si appello’ al Governo
(centro-destra), cioe’ all’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che annullo’ l’operazione.

Il risultato fu che esportammo scorie radioattive in Francia pagando la “modica” cifra di 250 milioni di euro, ovviamente pagati dal contribuente. Se il presidente Berlusconi vuole
davvero aprire una nuova fase nucleare prenda una decisione, ora, rendendo operativo il sito di Scanzano Jonico, che’ altrimenti ci troveremmo di fronte alla solita sceneggiata
italiana, ovvero al solito, come dice il presidente Berlusconi, teatrino della politica. Rimangono, comunque, aperte questioni “minori”. Vediamo.

Si dice che la scelta nucleare serva a diminuire la nostra dipendenza di fonti energetiche (petrolio) dall’estero, si dimentica, pero’ che la tecnologia nucleare e’ di importazione,
cioe’ estera (Francia), che il combustibile (uranio) e’ estero (il 58% delle riserve sono in Canada, Australia e Kazakhstan), e che la Francia con il suo 78% di produzione elettrica
nucleare importa piu’ petrolio dell’Italia.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, dichiara che “Il nucleare dovra’ produrre un quarto dell’energia elettrica del Paese (25%)”, ma dimentica che la produzione
elettrica italiana rappresenta il 18% del nostro fabbisogno energetico complessivo, l’82% del quale (carburanti, etc.) va essenzialmente ai trasporti. L’obiettivo del 25% di
Scajola, rispetto al 18% di produzione elettrica, significa che il nucleare sara’ il 4,5% del fabbisogno di energia elettrica. Quindi questo nucleare ci fornira’ una percentuale
limitata di energia elettrica che potrebbe essere ottenuta ottimizzando la produzione, razionalizzando e attuando politiche di sviluppo delle energie rinnovabili.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

 

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