Nonostante i ribassi, cambia il carrello della spesa degli italiani

Nonostante i ribassi, cambia il carrello della spesa degli italiani

Il crollo dei prezzi sui campi continua a frenare la corsa dei listini sugli scaffali degli alimentari (meno 0,4 per cento), i consumi riprendono a salire (più 1,1 per cento nel primo
trimestre del 2010 rispetto all’analogo periodo del 2009), ma cambia il carrello della spesa. Diminuiscono gli acquisti di pane (meno 4 per cento sempre nel primo trimestre), di pasta (meno 2,4
per cento), di carne bovina (meno 2,3 per cento), vino (meno 2,2 per cento) e di olio d’oliva (meno 1,8 per cento); mentre aumentano quelli dei prodotti trasformati, in particolare gli ortaggi di
IV gamma (più 10,2 per cento), i preparati per risotti (più 9,8 per cento) e i piatti surgelati (più 3,8 per cento), i salumi Dop (più 2,1 per cento), i formaggi
(più 1,1 per cento), gli yogurt (più 2,2 per cento), la carne di pollo (più 7,4 per cento), gli ortaggi (più 5,4 per cento), la frutta (più 3,4 per cento) e il
latte fresco (più 1,1 per cento). E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat sull’inflazione a maggio.

Della frenata dei prezzi al dettaglio dei prodotti agroalimentari hanno beneficiato le tasche degli italiani, la cui spesa si alleggerisce (meno 3,9 per cento nel primo trimestre 2010), grazie
soprattutto alla riduzione delle quotazioni di prodotti come la frutta, gli ortaggi, il latte, i formaggi, il vino e alcuni tipi di carne (avicole in particolare). Tuttavia, il 60 per cento
delle famiglie, negli ultimi dodici mesi, ha cambiato il menù, indirizzando le proprie scelte verso alimenti meno cari, grazie alle promozioni esercitate dalla distribuzione.

Le diminuzioni dei prezzi al dettaglio -avverte la Cia- sono, dunque, la causa diretta della caduta verticale delle quotazioni alla produzione agricola, che ormai si protrae da più di un
anno. Nello scorso aprile si è avuta una flessione del 4,5 per cento, che fa seguito al meno 9,6 per cento di marzo e al meno 13,6 per cento del 2009. In picchiata soprattutto i listini
di frutta (meno 28,8 per cento ad aprile scorso rispetto all’analogo periodo del 2009), di ortaggi e legumi (meno 4,4 per cento) e dei cereali (meno 5,1 per cento, con punte del 15-20 per cento
per il grano duro).

cia.it 
Redazione Newsfood.com+WebTv

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