Maltempo: l’ondata di gelo distrugge ortaggi e frutta

Maltempo: l’ondata di gelo distrugge ortaggi e frutta

Il colpo di coda dell’inverno, con temperature abbondantemente sotto lo zero, provoca danni a molte colture orticole in campo aperto e frutteti che hanno cominciato a germogliare. Crescono i
costi per le serre per l’aumento dei consumi di gasolio.
 
Il colpo di coda dell’inverno, con neve anche in pianura, freddo, gelo e copiose piogge sta già avendo pesanti riflessi sulle campagne. A grande rischio soprattutto gli ortaggi in campo
aperto e gli alberi da frutta che in molte zone hanno cominciato a germogliare. Il crollo delle temperature, che sono andate in diverse regioni abbondantemente sotto zero, stanno provocando
danni, che si vanno ad aggiungere a quelli causati nelle scorse settimane dal maltempo che, dall’inizio dell’anno, si è abbattuto più volte e pesantemente sul nostro Paese.

E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per la distruzione di molte coltivazioni che rende ancora più grave una situazione, quella dei produttori
agricoli, di per sé molto difficile.
Il maltempo, con gelate diffuse e violente folate di vento siberiano, ha avuto conseguenze per gli alberi da frutta (mandorli, albicocchi, susini, ciliegi, peschi) che in alcune zone, soprattutto
nelle regioni del Sud, sono fioriti già da diversi giorni. Alcune di queste colture, purtroppo, sono andate perdute. Stesso discorso per gli ortaggi.

Nei campi a cielo aperto il gelo, specialmente nelle prime ore del mattino, ha messo a dura prova diverse coltivazioni. Si sono avuti danni soprattutto per alcuni tipi di insalate, per i
broccoli, per i carciofi. Stesso discorso per la floricoltura, che ha già avuto riflessi per il taglio del 30 per cento della produzione di mimosa.
La nuova ondata di freddo – sottolinea ancora la Cia – ha fatto aumentare anche i consumi di gasolio agricolo, specialmente per il riscaldamento delle serre. E questo ha provocato un ulteriore
danno, visto che non c’è più l'”accisa zero” e così i produttori vedranno crescere i costi che già hanno toccato livelli insostenibili.

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