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Nel Lazio in crescita audiovisivo e multimediale

By Redazione

Roma – Un panorama di aziende in forte fermento, con un’interessante tendenza alla crescita e alla diversificazione del proprio prodotto, in cui prevalgono giovani imprese con un forte
desiderio di migliorare i propri processi produttivi .

E’ questo, in sintesi, lo scenario delineato dai risultati della ricerca SV.I.M.A. (Sviluppo di imprese multimediali e audiovisive), effettuata dall’ente di formazione e ricerca MA.G.I.C.A. e
finanziata dalla regione Lazio, assessorato Istruzione, Diritto allo studio e Formazione (approvato dall’organismo intermediario Europrogetti & FinanzaS.p.a., nell’ambito della Sovvenzione
Globale Ob.3, Misure D3 e D4, azione C ‘Sostegno allo sviluppo d’impresa’). L’indagine, presentata presso la Casa del Cinema di Roma, punta a conoscere i fabbisogni delle imprese del comparto
audiovisivo e multimediale del territorio della regione Lazio, soprattutto al fine di individuare le opportunità di mercato e di accesso ai finanziamenti.

Complessivamente, sono state contattate 150 aziende del settore per un totale di 70 questionari validi compilati. Si tratta in prevalenza di aziende di piccole e medie dimensioni, con un numero
di addetti variabile tra 1 a 5. Metà delle aziende intervistate dichiara di appartenere esclusivamente al settore audiovisivo (produzioni e distribuzioni cinematografiche e televisive) e
l’altra metà si occupa sia di audiovisivo che di multimediale (web, comunicazione digitale, produzione di spot pubblicitari, effetti speciali). La maggior parte dichiara di redigere un
business plan (strumento fondamentale nella strategia gestionale e finanziaria del mercato) e di stimolare e premiare le idee innovative dei propri dipendenti. I contratti a progetto, gli
investimenti nella formazione di tipo tecnico a discapito di quella manageriale, la limitata delega alla capacità decisionale del personale aziendale e l’esternalizzazione di consulenze
specialistiche, non fanno che testimoniare un adattamento al mercato da parte delle imprese del comparto.

Secondo la ricerca, si tratta di un adeguamento “che è frutto di una carenza di fiducia delle imprese nei confronti di un mercato percepito come instabile, ma che in realtà
dimostra interessanti segnali di crescita”. Piccole ma con idee da grandi, le aziende laziali dell’audiovisivo sono consapevoli della necessità di avere strumenti concreti che potrebbero
indirizzarle verso una maggiore capacità industriale, con un conseguente rafforzamento competitivo anche sul mercato internazionale. Un panoramain cui prevalgono giovani imprese, che
hanno una forte voglia di migliorare i propri processi produttivi nonostante alcune resistenze al cambiamento.

Oltre alla ricerca, il progetto SV.I.M.A. ha implementato un portale multifunzionale (www.mediamaster.org) con servizi integrati di informazione, assistenza tecnica e consulenza online per
orientare e affiancare nella ricerca di informazioni, riferimenti normativi e suggerimenti utili allo sviluppo e al consolidamento d’impresa nel settore multimediale e audiovisivo. L’ente di
formazione MA.G.I.C.A. fa parte del Polo formativo per il cinema e l’audiovisivo (promosso dalla regione Lazio, assessorato Istruzione, Diritto allo studio e Formazione), un soggetto
didatticoin grado di garantire un’offerta più stabile e affidabile sul territorio laziale, attraverso il raccordo con le imprese e i centri di ricerca e innovazione. Ulteriori
informazioni sono presenti sul sito http://www.sirio.regione.lazio.it o http://www.mediamaster.org.

“La multimedialità, il cinema e l’audiovisivo rappresentano per il Lazio una grande opportunità: solo a Roma e provincia vi lavorano 55mila addetti e 130mila nell’indotto”.
Così Gloriano Mazzè, presidente di MA.G.I.C.A., spiega l’importanza di questo settore. “Il Lazio – commenta – ha nel Dna il cinema e l’audiovisivo. E la regione, finanziando
questa ricerca, ha confermato tutta la sua attenzione a questo settore così importante, anche per la vita economica del territorio”.

“Il mercato dell’audiovisivo nel Lazio – afferma Davide Bennato, dell’Università degli studi ‘La Sapienza’ di Roma – sta mostrando interessanti prospettive di sviluppo. Basti pensare che
35 aziende, sulle 70 da noi interpellate, operano nell’audiovisivo e che ben 35 lavorano anche nel settore multimediale. Inoltre, la maggior parte delle imprese è nata tra il 2000 e il
2007: si tratta per lo più di pmi (da 1 a 5 addetti) e la maggior parte ha un fatturato di oltre 200mila euro, che è andato costantemente aumentando nel tempo”.

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