Natale italiano con prodotti tipici DOP e IGP

Natale a tavola, tra cenone della Vigilia e pranzo del 25, una tradizione importante per sette italiani su dieci, che per le loro ricette possono contare su prodotti agro-alimentari tipici e di
qualità, sono, infatti, 761 in totale i prodotti DOP (Denominazione d’origine protetta) e IGP (Indicazione geografica protetta) riconosciuti nell’Unione Europea, di questi, 164, il 21,6%
del totale, appartengono all’Italia che fa la parte del leone, precedendo la Francia, tradizionale rivale gastronomica, con i suoi 156 prodotti (20,5% del totale).

L’Italia è prima in Europa per ortofrutta e cereali (51, 31,7%), olii e grassi di origine animale (38, 36,5%) e prodotti a base di carne (29, 34,1% del totale) ed è seconda per i
formaggi (20%), per i prodotti non alimentari di altro tipo (grazie agli aceti balsamici e al bergamotto con il 33% del totale) e per le spezie (29%, 40% considerando solo i prodotti europei).
L’Italia fa bene ma perde terreno rispetto allo scorso anno a favore della concorrente più diretta, la Francia, e dei Paesi neo-membri dell’Unione Europea. Se, in Europa, la Francia
è indiscutibilmente prima nei settori carne fresca-frattaglie (52 prodotti, 49,5% del totale) e formaggi (45, 28,1%), la Gran Bretagna si distingue per molluschi e pesci (vanta infatti
ben 3 prodotti ittici IGP su 11 europei) e il Portogallo, grazie soprattutto ai suoi 9 mieli DOP, detiene il 42% nel settore “altri prodotti di origine animale”. La Germania è
imbattibile per numero di birre (70,6% del totale) ed altre bevande (79,5%) mentre la Spagna è la signora dei prodotti da panetteria e pasticceria (30,4%) e delle spezie (57,1%). Nel
settore delle olive da tavola primeggia, invece, la Grecia con ben 10 prodotti DOP e IGP su un totale europeo di 16; l’Italia è terza. Ultimi Paesi europei sono la Finlandia con un solo
prodotto certificato, la patata DOP Lapin Puikula, la Polonia con il formaggio DOP Bryndza Podhalańska e la Slovenia con l’olio DOP “Ekstra devi?ko oljčno olje Slovenske Istre”.
Considerando, invece, i prodotti con marchio STG (specialità tradizionale garantita), che non fa riferimento all’origine del prodotti bensì alla sua composizione o metodo di
produzione tradizionale, primo è il Belgio (5 prodotti, 31,3% del totale) seguito da Finlandia e Spagna a pari merito (18,8%). L’Italia è presente nel gruppo dei 7 Paesi ricorsi a
questo tipo di tutela grazie alla mozzarella. E nel 2007 si sono aggiunti per l’Italia 9 prodotti tra DOP e IGP il formaggio Stelvio, l’olio di Sardegna, l’asparago bianco di Bassano, la
castagna di Cuneo, il riso di Baraggia Biellese e Vercellese, l’arancia del Gargano, la carota dell’altopiano del Fucino, il limone femminello del Gargano, il salame Cremona.

Tra le curiosità europee: il luppolo ceco, le 31 acque naturali DOP tedesche, la soppressata e il torrone spagnoli (IGP), l’essenza di mastice greca (DOP), l’aglio rosa e la brioche
della Vandea francesi (IGP), il burro rosa del granducato del Lussemburgo, l’uva olandese (IGP), i semi di papavero austriaci (DOP) e le patate reali inglesi. Per gli appassionati di olii, la
Germania offre un olio di lino (IGP), l’Austria uno di semi di zucchini (IGP), la Francia l’olio essenziale di lavanda della Provenza (DOP) e l’Italia uno di bergamotto (DOP). E da quest’anno
ha il riconoscimento IGP anche il primo prodotto extraeuropeo: il caffè colombiano.

In Italia, la regione che vanta il maggior numero di prodotti con marchi DOP e IGP è l’Emilia Romagna (26), patria non solo dei famosi coppa, grana pagano, mortadella e zampone ma anche
del fungo di Borgotaro e del vitellone bianco dell’Appennino centrale. Secondo è il Veneto con 23 prodotti tra cui il taleggio, il radicchio rosso e il riso nano vialone veronese. La
Lombardia è terza in Italia con 21 prodotti DOP e IGP come il salame d’oca di Mortara, la pera mantovana e il quartirolo lombardo. Emerge da una elaborazione Camera di commercio di
Milano su un sondaggio Camera di commercio di Milano-CedCamera e su dati della Commissione europea a novembre 2007 e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali a ottobre
2007.

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