Natale 2010, il 25% della spesa alimentare finirà nella spazzatura

Natale 2010, il 25% della spesa alimentare finirà nella spazzatura

Il fenomeno dello spreco di alimenti commestibili è una piaga continua, che nelle feste tocca l’apice cavalcando l’aumento di pietanze. Per le festività di fine 2010, gli italiani
butteranno via circa il 25% di quanto comprato, da Natale all’Epifania.

Questa la poco consolante previsione della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), che vede nelle feste un acutizzarsi di cattive abitudini. Durante l’anno infatti, pubblico e privato spreca
normalmente 25 milioni di tonnellate di alimenti consumabili. Tutto questo, oltre alla cattiva gestione del prodotto in sé, genera danni per 37 miliardi di euro (3%) ed inquinamento per
l’ambiente. Durante le feste di dicembre-gennaio, poi, le cifre sono 500.000 tonnellate di cibo in fumo e di 1,5 miliardi di euro (circa 80 euro a famiglia) gettati.

La Cia ha inoltre condotto indagini per definire meglio il fenomeno. Secondo i suo esperti, la punta dello spreco si ha nel trittico di Natale, 24-25-26 dicembre, quando andrà per lo
scarica una quantità di pietanze dal valore di 1 miliardo di euro, circa 50 Euro a famiglia. Calo parziale per Capodanno ed Epifania, quando si getteranno 165.000 tonnellate, circa 30
Euro per nucleo familiare.

Osservando la qualità degli sprechi, il gruppone è costituito dall’ortofrutta, circa il 40% dei rifiuti evitabili. Seguono poi latte, formaggi e carne.

Matteo Clerici

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