Nasce la fondazione europea per la partecipazione

Firenze, 17 Ottobre 2007 – La Toscana è stata la prima regione in Italia a proporre (e a scrivere) una legge sulla partecipazione, la Regione francese di Poitou-Charentes ha fatto
della democrazia partecipativa una struttura portante della propria azione politica ed amministrativa. La Catalogna, in Spagna, è un’altra regione europea che si è spinta molto in
avanti. Nasce da questa comune sensibilità l’idea prima di una rete, costituita nel 2006, e poi di una fondazione europea per la democrazia partecipativa, che raccolga le migliori
esperienze e ne permetta la diffusione a vantaggio anche di altri. Insieme le tre regioni, capofila la Toscana, hanno presentato anche un progetto all’Unione europea per sperimentare,
attraverso l’uso delle nuove tecnologie, forme che rendano più facile la partecipazione dei cittadini alla decisioni delle istituzioni, locali ma anche europee. A partire magari dai
progetti che hanno un impatto sui cambiamenti climatici.

Il 19 novembre intanto sarà lanciato il sito in più lingue, www.demo-part.org, che anticiperà la nascita della futura fondazione. Lo spazio on line sarà una vetrina
mondiale degli strumenti più innovativi in materia di internet partecipativo ed e-democracy ma anche un punto di informazione per chi, sulla partecipazione e sulle sue tante possibili
declinazioni, vorrà saperne di più. Il sito vivrà dei contributi di ricercatori e cittadini, di membri di collettività ed organismi interessati. La fondazione, nel
corso del 2008, organizzerà inoltre un seminario internazionale, percorsi formativi e partenariati.

Nel frattempo oltralpe, nella Regione di Poitou-Charantes la presidente Ségolène Royal continua a sperimentare vecchie e nuove forme di partecipazione. Ci sono strumenti
già rodati. Dal 2005 gli allievi, i genitori e il personale delle scuole superiori decidono insieme come utilizzare il 10 per cento del bilancio destinato ai novantatre licei della
regione: un’esperienza che trae spunto dal bilancio partecipativo brasiliano. In ogni istituto si svolgono due riunioni guidate da animatori esterni, rappresentanti del governo regionale e dei
servizi amministrativi. Si analizzano i progetti in grado di migliorare la vita dell’istituto e quindi vengono avanzate proposte. In tre anni è stato così possibile finanziare 706
progetti. Ci sono poi altri strumenti di partecipazione che dovranno partire. Nel 2008 sarà formata una commissione cittadina, composta da una quarantina di abitanti estratti a sorte, a
cui affidare la valutazione dell’azione pubblica regionale per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e l’eccellenza ambientale.

Walter Fortini

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