Napoli: Nasce un Grande Progetto per fare della Campania la Regione leader nel settore delle biotecnologie

Napoli – Fare della Campania una regione leader nella ricerca nel settore delle biotecnologie. E’ la sfida lanciata dal CamBio SCaRl, il grande progetto inserito nel POR
2007-2013 e approvato dall’Ue, che oltre a mettere in rete i Centri di competenza regionali, punta alla realizzazione della filiera del farmaco come infrastruttura di supporto per il
distretto tecnologico. A Campania Biotech (abbreviata in ‘CamBio’) partecipano i tre principali Centri di competenza regionali, Bioteknet, specializzata in biotecnologie e che ha come
capofila la Seconda Università di Napoli; Gear, specializzata nella ricerca farmaceutiche e che ha come capofila l’Università di Napoli Federico II; e Dfn, specializzata
nella ricerca genetica e che ha come capofila il CNR.

Il progetto, presentato al Rettorato della Sun, è articolato in due tipo di intervento: da un lato la realizzazione di un campus che consenta di concentrare iniziative diverse e
complementari nell’ambito della ricerca biomedica presso l’attuale sede del polo di via Pietro Castellino a Napoli del CNR, dall’altro il potenziamento di una rete di laboratori
pubblico-privati, dislocati sull’intero territorio campano in grado di effettuare un’azione di interfaccia diretta con le imprese e di sviluppare progetti di immediata ricaduta
industriale. “In Campania, nonostante le difficoltà, nel campo della ricerca non siamo secondi a nessuno – sottolinea Franco Rossi, rettore della SUN – nell’ambito delle
biotecnologie e delle biomendicine i ricercatori delle nostre università e dei nostri centri di eccellenza hanno buone idee. Facciamo una ricerca è eccellente che
però da sola non basta. E’ una ricerca di base ed oggi occorre passare alla ricerca applicata e trasferire la ricerca applicata alle imprese, fare attività di ricerca
assieme alle imprese, creare laboratori di ricerca pubblico-privati”.

Il rettore Rossi ha sottolineato l’ampio coinvolgimento delle imprese che esamineranno direttamente i risultati delle ricerche per passare alla fase produttiva. “Oltre ai tre centri di
competenza regionale – spiega il rettore – il progetto al momento ha già aggregato ben 71 imprese, di cui 12 grandi imprese, che hanno già fatto dichiarazione e
partecipazione al progetto, per il quale il finanziamento è di 190milioni di euro”. Fare sistema tra i centri di ricerca permetterà anche di poter contare su strutture e
mezzi che possano frenare la fuga di cervelli:

“Non ci saranno più tre consorzi ma un solo superconsorzio, con le loro 71 imprese collegate – spiega Rossi – il tutto per potenziare la ricerca, che auguriamo possa trattenere
anche sul nostro territorio tutti quei ricercatori che altrimenti vanno altrove”. La società consortile CamBios SCaRL, con la suo interno i tre centri di compenetra regionale,
curerà la realizzazione e la gestione di un distretto tecnologico nel settore della biomedicina e delle biotecnologie per la salute dell’uomo e della qualità della vita.
Obiettivi di CamBio sono tra l’altro la realizzazione di una rete di laboratori pubblico-privati per svolgere attività di ricerca in campo farmaceutico, diagnostico, biomedicale,
cosmetico e nutraceutico, aumentare la qualità dei servizi delle imprese, attrarre investimenti industriali e creare nuove imprese in settori knowldge based.

Il progetto prevede 5 azioni tra cui la realizzazione della filiera del farmaco: dall’idea di nuove molecole da utilizzare nella cura delle malattie umane, allo studio e valutazione
della fase cinetica e tossicità, allo studio di nuove formulazioni di farmaci già noti, fino ad arrivare alla realizzazione di nuovi farmaci di cui si potrà
studiare tutto il profilo fino alla sperimentazione clinica degli stessi.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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