Napoli: Influenza suina – Pericoli in Campania non ci sono. L’emergenza non deve trasformarsi in allarmismo
5 Maggio 2009
Napoli – Non è giusto che il nostro comparto suinicolo sia alle prese con questa crisi, sarebbe assolutamente ingiustificata, ma se il consumatore deciderà di penalizzare il
comparto le conseguenze potrebbero essere durissime, per un comparto di principale importanza nel sistema agroalimentare italiano.
Così il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e Agroalimentare, Rosario Lopa, durante l’incontro con gli operatori del settore, veterinari e ricercatori di genetica
della Federico II, tenuto a Napoli.
Ci sono nove milioni di capi allevati a livello nazionale, spiega Lopa, per un valore di circa 2 miliardi e mezzo di euro, il che significa il 17% del Pil della zootecnia del nostro territorio,
un comparto che dà lavoro a 160.000 persone. Tutti gli enti preposti, come il Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e l’Organizzazione mondiale della
sanità, sono concordi nel dire che il virus H1N1, responsabile dell’epidemia in Messico, non si trasmette consumando carne di maiale.
Ciò non vuol dire che il problema non esista, significa semplicemente prendere atto del fatto che la trasmissione della malattia non avviene per via alimentare. Le notizie che si
susseguono sull’influenza (suina), ribadisce l’esponente dell’Agricoltura, rischiano di provocare una psicosi collettiva che, oltre ad avere conseguenze sui consumi, può innescare
pericolose speculazioni da parte di chi vuole sfruttare l’allarme, infondato, per compiere veri atti di sciacallaggio commerciale, per la quale è necessaria una chiara informazione per
evitare paure tra i consumatori che, in passato hanno causato danni ingenti su tutta la filiera agroalimentare.
Pericoli in Campania non ci sono e a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli allevatori ai quali già sono stati richieste diminuzioni sui prezzi del maiale sulla base di un
fantomatico calo delle vendite. L’emergenza influenza non deve trasformarsi in allarmismo.
Il nostro sistema produttivo, continua Lopa, e’ in condizione di dare tutte le assicurazioni necessarie per un consumo sicuro delle carni e dei prodotti della salumeria, quindi si deve avere
assoluta fiducia del prodotto locale e nazionale suinicolo e della rete di controlli, che sono sistematici e rigorosi, a cui sono sottoposti i processi produttivi e i nostri prodotti.
Con 37 chilogrammi per persona consumati ogni anno tra carne suina fresca e salumi è quella più consumata, acquistare carne di maiale e salumi senza cedere alla paura
ingiustificata e’ un comportamento di buon senso ma e’ anche un gesto di responsabilità per evitare di far chiudere senza ragione gli allevamenti mettendo a rischio migliaia di posti di
lavoro, facendo tesoro delle esperienze del passato.
Da dieci anni, che nel nostro Paese, conclude Lopa, non viene importata carne fresca, congelata o suini vivi dal Messico e nei nostri allevamenti, oltre cinquemila, non e’ stato riscontrato
nessun caso di contagio di uomini o animali.




