Nuova influenza: nonostante le assicurazioni, calano i consumi di carne suina fresca e di salumi
4 Maggio 2009
La carne suina fresca e tutti i prodotti trasformati, a partire da prosciutti e salami, sono sicuri e non sono veicoli dell’influenza. E bene hanno fatto sia l’Organizzazione mondiale della
sanità (Oms) che la Fao e altri organismi, come la Wto e l’Oie, a tranquillizzare i cittadini invitandoli a consumare senza paure i prodotti a base di suino. E’ quanto rileva la
Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale una corretta informazione è indispensabile per evitare psicosi collettive che possono causare gravissimi danni alla suinicoltura
italiana, che è alle prese con una situazione molto difficile.
D’altra parte, proprio l’associazione tra l’influenza e i suini – avverte la Cia – ha creato confusione e disorientamento tra la gente. E’ stato, quindi, opportuno cambiare il nome del virus in
“nuova influenza”. Però, il danno c’è stato. E gli effetti, al momento, sono stati due: in poco meno di due settimane c’è stata una contrazione tra il 10 e il 15 per cento
dei consumi di carne di maiale e suoi derivati e un calo tra il 5 e il 10 per cento dei prezzi all’origine dei suini.
E’ auspicabile che le assicurazioni degli organismi internazionali, anche se tardive, possono portare serenità tra i cittadini ed evitare -sottolinea la Cia- che non ci siano ulteriori
cali dei consumi. D’altronde, il danno mediatico nelle vicende della Bse e dell’influenza aviaria è stato rilevante. In Italia non ci sono stati casi, eppure sia il settore della carne
bovina che quello del pollame hanno avuto conseguenze per oltre 2,5 miliardi di euro.
Ci auguriamo – conclude la Cia – che ciò non avvenga anche per la suinicoltura. La flessione delle vendite e dei prezzi pagati agli allevatori alimentano, però, non pochi
timori.




