Montezemolo: «serve un nuovo cuneo fiscale»

«Nonostante il taglio di cinque punti del cuneo, tre alle imprese e due ai lavoratori, la differenza tra il costo per le aziende e il salario netto in busta paga rimane abissale: il
rapporto è quasi di uno a due, noi proponiamo il taglio di altri cinque punti, ma questa volta con una divisione diversa: tre ai lavoratori e due alle imprese».

E’ questa la ricetta proposta dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo che, alla vigilia del vertice di maggioranza sui salari, ha spiegato a Il sole 24 ore quello che serve
all’Italia per rimettersi in carreggiata.
Montezemolo, infatti, è tornato a ripetere che «il vero scandalo è nella differenza fra il costo del lavoro e ciò che a fine mese un lavoratore percepisce come netto
in busta paga» e che il problema dell’impoverimenti relativo in parte si spiega con gli sprechi della Pubblica Amministrazione: «Dal 2000 al 2006 le retribuzioni reali della
pubblica amministrazione sono cresciute dell’11,8%, senza alcun recupero di efficienza, quelle del settore privato del 2,6% – ha osservato il leader degli industriali – I tanti dipendenti
pubblici che fanno bene il loro mestiere dovrebbero ribellarsi a un sistema contrattuale che li tratta allo stesso modo di assenteisti e fannulloni».

Tornando alla proposta di operare un nuovo taglio sul cuneo fiscale, invece, Montezemolo ha suggerito che «il sistema di detrazioni per la produzione del reddito da lavoro
dipendente» rappresenta lo strumento «più corretto e visibile» per raggiungere la meta.
Il presidente di Confindustria ha poi puntato il dito contro gli insufficienti aiuti alle famiglie, che dovrebbero essere implementati grazie alla riqualificazione della spesa sociale:
«Ma è mai possibile che in Italia gli asili nido li debbano fare quasi esclusivamente le imprese?», ha tuonato Montezemolo.
La chiave per superare la crisi, dunque, è puntare sulla crescita e su tutte le sue sfaccettature: «La crescita è l’unica via possibile, il vero bene comune » ha
ribadito – E aumentare la spesa pubblica grazie a un maggiore gettito fiscale non può essere un’alternativa alla crescita».
«È solo un altro modo di tenere la testa rivolta al passato», ha concluso Montezemolo.

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