Molfetta: «Nessun caso malasanità per tragedia lavoro»

By Redazione

Bari – Le notizie definite «infondate» riguardo la presunta gestione lacunosa dei soccorsi dopo la tragedia sul lavoro di Molfetta sono state smentite questo
pomeriggio durante una conferenza stampa tenuta dal presidente Vendola, dall’assessore alle Politiche della Salute Alberto Tedesco, dal direttore sanitario della ASL Bari, Giuseppe Lonardelli,
dal direttore del dipartimento di prevenzione Domenico Lagravinese della ASL Bari e dal dottor Fulvio Longo, responsabile della Medicina del Lavoro della ASL Bari.

Il dottor Lonardelli ha precisato come «la prima chiamata ai numeri di emergenza sia arrivata alle 15.59 del 3 marzo, richiedendo aiuti in una non meglio precisata zona industriale di
Molfetta. La prima ambulanza, la BA2MF2 è partita alle 16.00 da Molfetta. Dopo pochi minuti, dopo altre chiamate telefoniche, sono state attivate le altre ambulanze. Alle 16.01 è
partita l’ambulanza di Terlizzi, alle 16.18 quella di Bisceglie e alle 16.39 quella di Giovinazzo, con le difficoltà dovute a non lasciare sguarnite tutte le postazioni 118. Alle 16.23
è arrivata sul posto la prima ambulanza che ha preso a bordo l’unico ferito, arrivato all’ospedale di Molfetta alle 16.23. Il paziente è stato messo in sicurezza: alle 17.20
è iniziata la respirazione assistita con l’esecuzione degli esami di laboratorio. Alle 18.00 il paziente è partito per Terlizzi per eseguire una TAC, senza alcuna lotta contro il
tempo. L’esempio da prendere a paragone è quello di un politraumatizzato grave da trasportare in elicottero in centri di eccellenza: nessun trasporto si effettua senza messa in
sicurezza. Alle 18.10 è stato preso in carico dalla moderna TAC di Terlizzi, per un esame contrastografico dai tempi necessariamente definiti, dopo cui sono stati esclusi traumi interni.
Alle 19.10 la partenza, con staffetta di polizia alla massima velocità consentita, il trasferimento a Monopoli con arrivo alle 20.00 e con ricovero nel posto letto di Rianimazione alle
20.30, dove ha mantenuto le condizioni stabili fino alla crisi delle 2.25 e il successivo decesso alle 6.05 avvenuto dopo tutte le cure del caso.

Il tutto è avvenuto in sicurezza con tempi inferiori a quelli anche registrati in complessi ospedalieri di grandi dimensioni con Tac sul posto, grazie alla rete delle Tac operanti nel
Nord barese che comprende 4 impianti (S. Paolo, Terlizzi, Molfetta e Bitonto) che presto saliranno a 5 con Corato». Lagravinese ha confermato che la Tac di Molfetta era ferma per motivi
tecnici ma «il 118 era stato già informato alle 12.30 e il ricovero per Molfetta era comunque necessario per la stabilizzazione del paziente». Il direttore sanitario della
Asl Bari, Lonardelli, ha precisato inoltre che «l’azienda di Molfetta aveva solo un’autorizzazione recente per autolavaggio e rimessaggio, non per lavaggio industriale. Il dipartimento
prevenzione effettua controlli preventivi secondo una scala di rischio: prima in edilizia e metalmeccanica».

Controlli che ci sono stati e aumentano, come ha dimostrato il dottor Longo. «36 medici del lavoro in servizio nelle Asl pugliesi nel 2005, 41 nel 2007. Nel 2005 57 tecnici della
prevenzione, 76 nel 2007. 3.416 controlli nel 2007 contro 2288 del 2005, 2312 contravvenzioni nel 2007 contro 1245 nel 2005. In edilizia, 1878 sopralluoghi effettuati nel 2007 contro 1028 nel
2005. Tutto grazie al piano della prevenzione approvato nel 2006: prima non c’era un piano regionale. Ma i controlli non sono tutto: occorre un patto tra imprese e istituzioni per la
sicurezza».

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