Milano, una città difficile – I crimini gravi commessi al 70% da stranieri
19 Aprile 2025
Un anno duro per la Polizia di Stato e anche per i cittadini. Il rapporto presentato in occasione del 173° anniversario del Corpo a Milano
Rilevante il dato sui crimini più gravi: gli stranieri arrestati sono 345 a fronte di 189 italiani. I permessi di soggiorno rilasciati sono stati 205.700
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Milano, 19 aprile 2025
ARTICOLO SU QN IL GIORNO del 18 aprile 2025
Milano, una città difficile
I crimini gravi commessi al 70% da stranieri, rimediare con il mix sociale
di Achille Colombo Clerici
Un anno duro per la Polizia di Stato. Ma anche per i cittadini. Il rapporto presentato in occasione del 173° anniversario del Corpo a Milano indica una situazione di enorme impegno per garantire la sicurezza dei cittadini in città e in provincia. E alcuni dati andrebbero ragionati con attenzione.
Stando ai dati operativi del 2024, l’anno scorso sono stati effettuati 5.011 arresti (il 3 per mille dei residenti), mentre gli indagati (risultanti cioè dai provvedimenti emessi dalla magistratura, compresi quindi coloro che non hanno subito arresti ma sono a piede libero e non necessariamente tutti riferiti a fatti del 2024) sono stati 14.381, addirittura una percentuale che supera l’1% dei residenti.
Rilevante il dato sui crimini più gravi: gli stranieri arrestati sono 345 a fronte di 189 italiani. I permessi di soggiorno rilasciati sono stati 205.700 (il questore ha definito “un’esplosione” questa crescita del fenomeno migratorio), le espulsioni 2.197 di cui solo 1681 hanno ricevuto l’ordine di lasciare il territorio nazionale e i rimpatri effettivi sono stati 504. Dati, questi ultimi, che la dicono lunga sugli effetti concreti delle norme restrittive. La percentuale dei crimini di spaccio di droga e rapine commessi da stranieri non comunitari supera ampiamente il 50 per cento. Ma le aggressioni dei “maranza” sono quasi totalmente commesse da giovani immigrati (tra i 16 e i 18 anni).
La sensazione di insicurezza che viene lamentata da molti sembra, quindi, avere una risposta forte da parte della Polizia e della magistratura, anche se i reati sono in costante decremento, come ha segnalato il questore. Ma nessuna forma di violenza, come quella delle “ronde”, può essere tollerata. Non sembra quindi eludibile una domanda sul disagio dei giovani immigrati che non trovano risposte alle loto aspettative, spesso del tutto fantasiose, nel nostro Paese.
Una prima azione, del tutto slegata dalle attività repressive, sembra spettare al Comune: la politica sin qui seguita nelle case popolari si è rivelata del tutto indifferente alle necessità, molte volte segnalate, di creare un mix socio-culturale adeguato, in modo che i portatori di una cultura forte come quella islamico- nordafricana sentano l’influenza della nostra nella loro vita quotidiana e si sentano meno estranei e più reattivi.





