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«Mettere la salute dei lavoratori al centro dello sviluppo»

By Redazione

Firenze, 13 Ottobre 2007 – Mettere i lavoratori e la tutela della loro salute al centro delle scelte politiche ed economiche, intervenendo in maniera incisiva sui meccanismi che regolano
appalti e subappalti, sul lavoro nero, sul lavoro precario e sottopagato; solo così, con una forte attenzione al contesto in cui, nella maggior parte dei casi, maturano, si potrà
combattere con efficacia la drammatica sequenza di morti ed infortuni sul lavoro.

Questo il senso dell’intervento dell’assessore regionale al bilancio, finanze e credito Giuseppe Bertolucci che ha partecipato oggi a Castelnuovo Garfagnana alla Cinquantasettesima Giornata
delle vittime degli incidenti sul lavoro. L’assessore ha ricordato che la Regione, nel suo Programma regionale di sviluppo, pone la qualità come obiettivo principale.

«Dal punto di vista del lavoro, qualità significa sicurezza, tutela dei diritti e piena dignità del lavoratore. L’impegno della Regione su questo fronte è sempre
stato alto e sarà ancora rafforzato. Da settembre è operativa la nuova legge sugli appalti pubblici. Spetta ora agli enti e alle aziende fare la loro parte, abbinando alla
qualità delle produzioni, più sicurezza e migliori condizioni di lavoro».

Fra gli interventi in cantiere, l’assessore Bertolucci ha ricordato il Fondo di solidarietà per le vittime di gravi infortuni sul lavoro, cui la giunta regionale sta lavorando su mandato
del consiglio. Si affianca alle iniziative, molte delle quali anche nel campo della formazione dei lavoratori, per rendere più stringenti le misure di prevenzione degli infortuni e
più efficaci i controlli. «Tutte iniziative intraprese – ha spiegato l’assessore – attraverso il confronto e la concertazione con i soggetti coinvolti e le parti sociali».

«Oggi la prevenzione ha fatto passi in avanti – ha detto Bertolucci – eppure anche in Toscana ogni quattro giorni muore un lavoratore. Dobbiamo chiederci perché questo avviene e
cercare, attraverso regole e strumenti nuovi, di dare delle risposte. Ma per ottenere risultati efficaci, è necessario partire da un rovesciamento di valori, mettendo i diritti di
lavoratori e lavoratrici al primo posto, ancora prima del profitto. Senza garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro non è possibile parlare di qualità, eccellenza, di sviluppo
socialmente sostenibile. Per questo è necessario che aziene e istituzioni facciano la loro parte fino in fondo».

Barbara Cremoncini

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