“Menu per orchestra”: musica e gastronomia, due Arti in simbiosi da tanto tanto tempo

“Menu per orchestra”: musica e gastronomia, due Arti in simbiosi da tanto tanto tempo

ranzaMilano, 18 maggio 2015

Qual è la differenza tra uno chef e un compositore? Nessuna. La risposta, decisa, è di tre raffinati intellettuali svizzeri di lingua italiana che si muovono a proprio agio sia nell’ambiente musicale sia in quello gastronomico: un  giornalista della Radiotelevisione della Svizzera italiana, Giacomo Newlin; la curatrice della più importante collezione di testi antichi sul cibo, Marta Lenzi Repetto;  una musicologa formatosi nell’Università di Zurigo, Anna Ciocca-Rossi. Che a conferma della loro risposta decisa, a Milano, in occasione di Expo, con il sostegno di Corsi, la società cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, hanno presentato un libro veramente delizioso,

“Menu per orchestra” (Armando Dadò editore, distribuito in Italia da Hoepli), dove mettono in evidenza lo stretto rapporto esistente  tra musica e gastronomia e lo fanno attraverso una serie di aneddoti e riferimenti storici sull’evoluzione della presenza della musica a tavola. Tant’è vero che la convivialità e le celebrazioni sociali dello stare a tavola in luoghi privati o pubblici come teatri e caffè ha sempre visto la musica come protagonista.
Contestualmente al sostegno dato per la pubblicazione del libro dei tre musicologi-gastronomi, ed anche per un’ulteriore conferma dello stretto rapporto fra musica e gastronomia, la Corsi ha riportato a Milano l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI) dopo tre anni dal suo debutto scaligero.

Che martedì 19 maggio all’Auditorium Fondazione Cariplo, in Largo Mahler, sotto la guida del direttore tedesco Markus Poschner, vedrà il solista violoncellista francese Jean-Guihen Queyras impegnato nel Concerto per violoncello e orchestra di Robert Schumann. Il panorama romantico della serata sarà ulteriormente arricchito dall’esecuzione di altri due capolavori: l’ouverture Le Ebridi di Felix Mendelssohn e la celeberrima Sinfonia n. 8 di Antonín Dvořák.

Con questa iniziativa Corsi ha ulteriormente sottolineato l’interesse della Svizzera, primo paese ad aderire, per l’Expo milanese. Offrendo una serata di grande musica ma, anche,  una pubblicazione in sintonia con l’esposizione universale dedicata al cibo. Perché “Menu per orchestra” è un viaggio nella storia della gastronomia: dalla figura dello scalco, mente dei banchetti di corte del XV secolo, fino alle passioni gastronomiche di Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi, per arrivare alla conclusione che cuoco e compositori sono lavori identici perché entrambi hanno a disposizione elementi-base da cui non possono prescindere: lo chef le materie prime, gli ingredienti, gli utensili da cucina; il musicista gli strumenti, la voce, i suoni, le note. Ambedue devono partire da elementi singoli e separati, sulla base di tradizioni e regole, per dare vita attraverso la loro creatività a nuove composizioni. Un ragionamento che fila, oltre ad essere sostenuto da valida documentazione storica.

Tant’è vero che dalla lettura del libro emerge che l’intermezzo musicale del Rinascimento costituiva uno spettacolo nello spettacolo e che dal 1600 ci si poteva incontrare e socializzare ascoltando l’aria musicale che dava il nome alla bevanda sorseggiata mentre la barocca musica da tavola accompagnò l’invenzione di salse come la maionese e la besciamella.
L’uso di accompagnare i banchetti con musiche comunque risale ai tempi degli Egizi, per essere ripreso poi da Greci, Etruschi e Romani. La tradizione perdurò nel corso del Medioevo, si rinvigorì a partire dal Quattrocento per conquistare soprattutto i secoli successivi. Senza dimenticare che Rossini ha dedicato ai cibi diverse composizioni.
Il libro dei tre intellettuali svizzeri offre anche l’occasione per riscoprire e rivalutare le ricette dei cuochi di corte, come il cinquecentesco Bartolomeo Scappi o quelli del geniale e pluristellato Angelo Corsi Rossini, che l’executive chef del lussuoso hotel Villa Principe Leopoldo di Lugano, Dario Ranza ha attualizzato per non farli restare solo sulla carta. Dandone una dimostrazione pratica nel raffinato ristorante Daniel, a Milano. Le ricette riviste sono tutte descritte dettagliatamente nel libro per chi vuole prepararle a casa.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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