Meningite: nessun allarme in Piemonte

Torino – Il focolaio epidemico causato dal batterio meningococco, sviluppatosi in Veneto nelle scorse settimane, sta causando un grande allarmismo in tutto il territorio nazionale:
«le ragioni per cui i mezzi di informazione stanno prestando così grande attenzione all’evento – dichiara Vittorio Demicheli, direttore dell’assessorato alla tutela della salute e
sanità – riguardano il suo carattere di rarità, l’elevata letalità e la circostanza particolare che ne ha favorito l’insorgenza, legata cioè ad un gruppo etnico
particolarmente suscettibile all’infezione che si è riunito in un locale pubblico.

Occorre precisare che le epidemie di questo tipo restano, per le cause che le hanno generate, circoscritte ai gruppi di popolazione e ai territori di origine e che non esiste la
possibilità di una diffusione più generale. Non vi è quindi, ad oggi, alcun rischio di un’epidemia meningococcica sul territorio nazionale e non appaiono in alcun modo
giustificate campagne di vaccinazione generalizzate».
Anche la situazione epidemiologica piemontese conferma l’inesistenza di condizioni di rischio particolari. I casi di malattia da meningococco diagnosticati in Piemonte dal 2003 si sono rivelati
sporadici e gli operatori sanitari hanno messo in atto tutti gli interventi necessari per controllare e prevenire eventuali epidemie, attraverso la sorveglianza continua e la profilassi con
antibiotici di tutti coloro che sono stati a diretto contatto con chi si è ammalato. Inoltre, la maggioranza degli episodi segnalati in Piemonte è risultata di sierogruppo B, che
non è prevenibile da vaccino.

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